Roma Capitale

Ruba ancora parmigiano. Condannato a un anno

La quattordicesima condanna. Franco Valente, ex impiegato postale ultracinquantenne, proprio non ce la fa a resistere al parmigiano Reggiano. La settimana scorsa il Tribunale monocratico di Roma lo...

La quattordicesima condanna. Franco Valente, ex impiegato postale ultracinquantenne, proprio non ce la fa a resistere al parmigiano Reggiano. La settimana scorsa il Tribunale monocratico di Roma lo ha condannato, l’ennesima volta, per il furto del formaggio, per un valore di circa 90 euro. Stando a quanto emerso durante il dibattimento, nonostante le 13 condanne, Valente s’è intrufolato alla Pam di viale Jonio e ha provato a rubare il suo amato parmigiano, sempre e solo Reggiano. Dal Carrefour Market di via dei Prati Fiscali al Conad del Centro Commerciale Forum della stazione Termini, passando per diversi supermercati di via Ostiense, l'uomo viene sistematicamente arrestato nonostante i testimoni, impietositi, si offrano di pagare le spese innescando un diverbio sulle reali vicissitudini economiche del signor Franco, difeso dall’avvocato Domenico Naccari. «Faccio solo la spesa! Lo faccio per esigenze alimentari» ha spiegato al giudice l'imputato tra l'incredulità dei presenti in aula. Arresti domiciliari o obbligo di firma. Le diverse misure cautelari non bastano a fermare quest'implacabile appassionato la cui storia potrebbe essere usata come rèclame del prodotto emiliano romagnolo. E anche se il primo amore non si scorda mai, questa volta l'imputato era pronto a scambiare parte del bottino in cambio di un chinotto da abbinare al formaggio. Sono trascorsi dodici anni da quando Franco Valente, ex impiegato postale romano rimasto senza lavoro, la cui moglie è deceduta diversi anni fa, ha commesso il suo primo furto di parmigiano. Da allora non si è più fermato accumulando diverse condanne, sempre per lo stesso reato: furto di parmigiano Reggiano. Attualmente, inoltre, sta affrontando altri sei processi. Tutte pene lievi, in quanto si tratta sempre di furti dal basso valore economico, ma se sommate si arriva ad un totale di oltre dieci anni di reclusione. Tuttavia Valente non può essere definito un ladro di professione. Per lui non sono furti ma «un’esigenza alimentare», come ha precisato in aula di tribunale. Così, non potendosi permettere quei pezzi di parmigiano, se li è infilati nella giacca. Ma ai controlli della cassa sono scattati gli allarmi e il povero Valente s’è beccato l’ennesima condanna.

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