Roma Capitale

Il flop di chi dice «no» al raddoppio dell’aeroporto

Secondo il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, in prima linea ieri mattina alla manifestazione «Marcia per la terra» contro il raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci «Eravamo in tanti, perché...

Secondo il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, in prima linea ieri mattina alla manifestazione «Marcia per la terra» contro il raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci «Eravamo in tanti, perché questa battaglia è molto sentita». Per la verità hanno partecipato solo 300 persone all’appuntamento voluto in difesa della Riserva naturale statale del litorale romano e organizzato dal comitato Fuoripista in collaborazione con Agesci Gruppo Ostia 1 e Stand Up, con il patrocinio del Comune di Fiumicino e della Pro Loco di Fregene e Maccarese. Due i cortei che si sono ritrovati, dopo aver percorso due tragitti differenti, alle idrovore di Focene. I manifestanti guidati da Montino e partiti da Fiumicino hanno sfilato con bandiere e striscioni a piedi costeggiando simbolicamente le piste dell’aeroporto. «Una battaglia di buon senso contro degli atti di prepotenza ingiustificabile - ha detto il primo cittadino di Fiumicino - Stiamo parlando di un secondo aeroporto con due piste e una nuova aerostazione: un progetto delle dimensioni di Malpensa. Il nostro è già un territorio delicato immaginate se possiamo metterci un’infrastruttura di questa natura. Bisogna lavorare per rimanere nell’aeroporto e costringere il gestore a fare gli investimenti che ancora non si stanno facendo. Abbiamo ora intenzione di coinvolgere le istituzioni locali ma anche il Parlamento. Faremo delle iniziative dove li chiameremo a dire la propria. Penso che questo movimento crescerà perché questo progetto di raddoppio non ha senso: è solo per fare cassa. Proseguiremo nella nostra azione perché nulla è precluso, l’importante è far sentire la propria voce in modo chiaro». Il secondo gruppo di manifestanti è partito in bicicletta da Maccarese e ha raggiunto per raggiungere dopo circa 8 chilometri l'azienda agricola Caramadre. «Chiediamo alle istituzioni ed a tutti i gruppi politici - spiegano gli organizzatori - di impedire gli espropri e di favorire il processo di sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino esclusivamente all'interno dell'attuale sede aeroportuale, puntando ad un suo ammodernamento strutturale e tecnologico; di destinare i voli low-cost ad un altro aeroporto tra quelli esistenti, senza ulteriore consumo di suolo».

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