L’Italia della Grande Guerra sostenne uno sforzo gigantesco in rapporto alle proprie possibilità. Il costo del conflitto ammontò a ben un terzo del Pil dell’intero periodo ’15-’18. Il nostro Paese, pur vincitore, si trovò nelle condizioni economiche, politiche, sociali e morali tipiche delle nazioni sconfitte. Nel ’18 il tasso di inflazione toccò punte del 20%, i prezzi salirono alle stelle, polverizzando i capitali dei piccoli risparmiatori, mentre i salari non riuscivano a tener testa al carovita e all’aumentata pressione fiscale. La situazione sociopolitica, con disoccupazione e scioperi, occupazione delle fabbriche, crisi dello stato liberale, fu il terreno fertile su cui il fascismo avrebbe insediato il proprio potere. La "Situazione economica dell’Italia durante il primo conflitto mondiale" è stato il tema del dibattito che l’Associazione Culturale "Visioni e Illusioni", in collaborazione con la Cineteca Nazionale, ha organizzato alla Casa del Cinema in Villa Borghese, animato dal banchiere prof. Pierluigi Ciocca e dal giornalista Ernesto Auci, moderatore Guido Barlozzetti. È seguita la proiezione del film "La Grande Guerra" diretto da Mario Monicelli, in edizione restaurata. La pellicola, vincitrice del Leone d’Oro al Festival di Venezia del 1959, è uno splendido ritratto autoironico e antiretorico dell’Italia del tempo. «Nel centenario della Grande Guerra - dice il presidente dell’Associazione Visioni e Illusioni, Ettore Spagnuolo - abbiamo dato vita a un programma di recupero dei grandi film d’autore del Novecento, tutti preceduti da dibattiti di approfondimento. Vogliamo promuovere l’incontro dell’alta cinematografia con il mondo della cultura e dell’economia».
Casa del Cinema
«La grande guerra» dall’economia al film