Processo in vista per l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, finito nell’inchiesta Mafia Capitale. Con l’accusa di corruzione e finanziamento illecito, la Procura della Repubblica gli ha recapitato un avviso di chiusura delle indagini preliminari, atto propedeutico alla successiva richiesta di rinvio a giudizio. Il fascicolo d'indagine coordinato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Michele Prestipino e dai sostituti Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, ruota attorno a tangenti per complessive 125mila euro che avrebbe ottenuto Alemanno dalla cricca mafiosa. Con il politico hanno ricevuto l’atto anche il presunto boss Massimo Carminati, il suo «braccio imprenditoriale» Salvatore Buzzi, con la segretaria Nadia Cerrito, e Franco Panzironi, l’ex amministratore delegato di Ama. Stando all’accusa, come formulata nel capo d’imputazione, Alemanno «per la vendita della sua funzione» avrebbe ottenuto 75mila euro in cene elettorali, oltre a 40mila euro di finanziamenti alla fondazione, più una promessa di ulteriori 40mila. In cambio avrebbe compiuto «atti» in favore della presunta associazione mafiosa, quali: «la nomina di Giuseppe Berti all’interno del cda di Ama, la nomina di Giovanni Fiscon a direttore generale di Ama, nel porre le strutture del suo ufficio a disposizione di Buzzi e Carminati, nell’intervenire perché il Comune desse finanziamenti ad Eur spa finalizzati al pagamento dei crediti di Buzzi e Carminati». Inoltre, il denaro avrebbe avuto lo scopo anche di «vendere» la funzione di «Panzironi», il quale con delibera comunale n.160 del 2 luglio 2008 avrebbe avuto una diretta nomina da Alemanno a occuparsi di affari poco chiari, che sarebbero - secondo l'accusa- tornati utili alla cricca mafiosa. L’illecito finanziamento, invece, fa riferimento a un versamento di 10mila euro in contanti non registrato e materialmente dato da Carminati e Buzzi. L’indagine, però, non è ancora conclusa. Gli investigatori del Ros Lazio, al comando del colonnello Giovanni Sozzo, stanno affrontando altri aspetti che riguardano Alemanno, legati all’ipotesi d’accusa di associazione mafiosa. L'indagine, dunque, non è ancora conclusa e presto potrebbe riservare nuove interessanti sorprese. Immediato l'intervento di Alemanno, che con una nota stampa ha voluto dichiarare che «l'avviso di conclusione delle indagini preliminari che mi è stato notificato non contiene più i reati previsti dall'articolo 416 bis del codice penale, ovvero l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Dopo dieci mesi finalmente sono stato liberato dall'accusa infamante di essere partecipe di un'associazione mafiosa. Per me è la fine di un incubo». Tuttavia, fonti investigative rivelano che la sua posizione è ancora al vaglio degli inquirenti con l’ipotesi di associazione mafiosa.
Corruzione, più vicino il processo per Alemanno
Nel fascicolo anche Carminati, Buzzi, Panzironi e Cerito