In riferimento all'articolo intitolato «Metro B1, truffa e falso per tre dirigenti», pubblicato l’altro ieri da Il Tempo nelle pagine di cronaca romana, Roma Metropolitane precisa quanto segue. In ordine a un ipotizzato concorso del Responsabile del Procedimento della Linea B1 nei reati di truffa e falso addebitati agli organi dell’appaltatore, si sottolinea che nella denuncia presentata da una ditta subappaltatrice (che è all’origine del procedimento penale richiamato nell'articolo) nessuna accusa è mossa nei confronti di Roma Metropolitane, stazione appaltante dei lavori della Linea B1, né dell’Ing. Piero Lattanzi, Responsabile del Procedimento. Al contrario, risulta che gli organi della stazione appaltante sono da considerare nient’altro che vittime di una distorta rappresentazione dei fatti fornita dall’appaltatore nelle comunicazioni ad essi inviate. Secondo quanto riferito dalla stessa denunciante, Roma Metropolitane sarebbe stata fuorviata, nell’esercizio delle sue prerogative di controllo, dalle ingannevoli informazioni ricevute. Mai, per contro, si adombra un coinvolgimento di Roma Metropolitane, o una sua partecipazione consapevole, nelle attività asseritamente illecite poste in essere da altri soggetti.
La precisazione
B1, Roma Metropolitane non è coinvolta