Roma Capitale

Colosseo, Fori e Palatino chiusi per assemblea Governo vara decreto: "Musei tra i servizi essenziali"

Il provvedimento del Consiglio dei ministri dopo i cancelli dei siti serrati per ore FOTO Il premier: "Nessun attentato al diritto di sciopero". Camusso: "Riunirsi è democrazia" Caos turisti L'errore sul cartello in i

Detto, fatto. Il Governo è stato di parola: da ora in poi l'apertura dei musei e dei luoghi di cultura (senza alcuna distinzione tra quelli statali, comunali, privati e non) è contemplata tra i servizi pubblici essenziali e come tale regolata dalla normativa già applicata, ad esempio, per i trasporti, nelle scuole o negli ospedali per impedire l'interruzione del servizio. Il decreto legge, varato questa sera dall'Esecutivo e annunciato dal premier Matteo Renzi e dal ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, è l'inevitabile conseguenza di quanto accaduto stamane quando un'assemblea sindacale (regolarmente convocata per dibattere delle critiche condizioni dei lavoratori del settore) ha determinato per alcune ore la chiusura dei siti archeologici più importanti della Capitale (come il Colosseo, il Foro Romano, il Palatino, le Terme di Diocleziano e Ostia Antica) lasciando sconcertati e disorientati i turisti.   Renzi: "Nessun attentato al diritto di sciopero"  "In Italia la cultura sta dentro i servizi pubblici essenziali: non diciamo che non si possono fare le assemblee ma se pago migliaia di soldi un biglietto e faccio migliaia di chilometri avrò il diritto di visitare un museo senza che un'assemblea mi neghi questo" ha spiegato Renzi dopo il Consiglio dei ministri. "L'assemblea si può fare, ma senza che chi arriva trovi chiuso: pieno rispetto dei diritti sindacali ma è impensabile che l'Italia che sta ripartendo non sia in grado di accogliere turisti che vengono a casa nostra e che non sanno cos'è un'assemblea sindacale. E' un principio di buon senso" ha concluso Renzi. In mattinata lo stesso premier su Twitter aveva annunciato: "Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia".       Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge #colosseo #lavoltabuona pic.twitter.com/D154PLS8L8 — Matteo Renzi (@matteorenzi) 18 Settembre 2015         Franceschini: "Misura colma" E Franceschini aveva parlato di "misura ormai colma" pensando ai disagi che avevano colpito migliaia di visitatori in attesa. "Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell'azione di governo - aveva detto il ministro dei Beni Culturali - proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l'attenzione del mondo sull'Italia, proprio mentre io sono come ministro impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilità a cercare di portare più risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo a ai più importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo. Il buonsenso nell'applicare regole e nell'esercitare diritti evidentemente non basta più per evitare danni al proprio Paese". E se il Codacons ha parlato di "danno immagine della città" e di "vergogna", per il sindaco Marino quanto avvenuto questa mattina "è uno schiaffo in faccia alle persone e uno sfregio per il Paese"     Camusso: "Riunirsi è democrazia" Sulla questione, poi, è intervenuta Susanna Camusso: "Strano paese quello in cui un'assemblea sindacale non si può fare. Capisco che uno possa dire di fare attenzione nei periodi di magiore presenza turistica ma se ogni volta si dice che l'assemblea non si pou' fare allora si dica chiaramente che non si può avere uno strumento di democrazia. Servizio pubblico - ha osservato ancora la leader della Cgil - non vuol dire che non si può avere la possibilità di fare assemblee o scioperi". In ogni caso, le rappresentanze sindacali unitarie hanno fatto sapere che l'assemblea di oggi era stata annunciata per tempo all'Amministrazione capitolina nel rispetto della normativa vigente e che proprio per ridurre al minimo i disagi era stata calendarizzata a inizio turno. Il tutto era stato preceduto da un comunicato stampa che segnalava possibili disagi per i visitatori. L'attività sindacale "è giusta - ha osservato dal canto suo il presidente della Camera Laura Boldrini - ma le proteste non devono causare "un danno alla cultura del paese. La dimostrazione sindacale è un diritto da rispettare ma va fatta in modo da non arrecare danni: ci devono essere preavvisi e fasce di garanzia"       Errore sull'avviso in inglese "Si informano i visitatori che oggi 18 settembre 2015 il Colosseo resterà chiuso dalle 8.30 alle 11 causa assemblea sindacale del personale di custodia. Ci scusiamo per il disagio". Così questa mattina i numerosi turisti sono stati avvertiti della chiusura dell'Anfiteatro Flavio per l'agitazione delle Rsu dei lavoratori. La traduzione in inglese dell'avviso, però, parla di chiusura "from 8.30 am to 11 pm", cioè le 23 di stasera. E tra i turisti nasce un po' di confusione. "Quindi sarà chiuso tutto il giorno?", si domanda una signora.       Caos turisti per la chiusura senza preavviso "Ok, we have to come back later". Si organizzano di conseguenza i gruppi di turisti giunti questa mattina davanti ai cancelli serrati del Colosseo. Un cartello apposto davanti l'ingresso recita che l'Anfiteatro Flavio resterà chiuso fino alle 11 per assemblea sindacale dei lavoratori. Ma la notizia non era nota ai turisti, che si sono comunque messi in coda. Ad avvertire la folla sono per lo più i centurioni. "Ah, è chiuso? Ma non c'è nessun avviso se non dentro, praticamente", lamenta una signora, appresa la notizia. Un gruppo di turisti inglesi hanno comprato ieri il biglietto sul sito internet per saltare la fila: "Potevano scriverlo almeno lì, ci saremmo organizzati", dicono. "Abbiamo giusto due giorni, Roma è grande, avremmo fatto altre scelte", lamenta una donna polacca. Colte di sorpresa anche le guide turistiche. Una ragazza che accompagna una comitiva polacca cerca qualcuno cui chiedere lumi, poi si rassegna: "Faremo prima il Foro, poi verremo qui al Colosseo. Certo, è una bella delusione per i turisti". Qualche confusione anche tra le forze dell'ordine che lamentano di "non essere stati avvertiti". Nel frattempo la coda si ingrossa, i turisti arrivano all'ingresso e tornano indietro: l'unico avviso si trova praticamente oltre il cancello.

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