Ventidue consiglieri hanno preso parte, ieri, all’elezione della giunta di Camera di Commercio, che resterà in carica per i prossimi cinque anni. Due in più rispetto all’ultimo consiglio camerale che ha portato alla nomina, assai contestata, di Lorenzo Tagliavanti (Cna). Uno di questi due consiglieri è la candidata presidente di Confindustria e Confcommercio, Catia Tomasetti. Un segnale distensivo dopo le polemiche dei giorni scorsi? La presidente dell’Acea, che aveva disertato entrambe le sedute utili per l’elezione di Tagliavanti, preferisce non commentare, ma la sua presenza ieri non è passata inosservata allo schieramento che appoggia il neo presidente e segna, di fatto, un punto a loro favore. Per il resto è stata un consiglio senza troppe sorprese: in giunta sono entrati 4 consiglieri, Valter Giammaria, Presidente di Confesercenti (per il settore commercio) e peraltro già presente nella precedente consiliatura; Luciano Mocci, Direttore Generale di Federlazio (per l’industria); Aldo Mattia, Presidente di Coldiretti (agricoltura) e la new entry in quota Cna, Maria Fermanelli, che ha preso un solo voto ma che è la prima donna, nei 140 anni di vita della Camera di Commercio di Roma, ad entrare nella rosa dei consiglieri. Eletto anche il vice presidente: Valter Giammaria. I votanti sono stati dunque 22 e due le schede bianche di cui soltanto una dichiarata e appartenente a Mannino di Confcooperative, che ha scelto di non votare «per il disagio oggettivo riguardo la frattura che si è consumata all’interno di Camera». Una frattura che sembra ormai insanabile, tanto che, come già annunciato qualche giorno fa sia da Maurizio Stirpe (Uir) che da Rosario Cerra (Confcommercio), nessuno degli 11 consiglieri espressione della compagine Confcommercio / Unindustria, si è presentato ieri alla votazione della giunta. Tra questi anche il consigliere espressione dell’Acer (costruttori), Alfredo Pecorella, mentre Mario Fiumara, dell’Abi, che come associazione ha sempre tenuto un atteggiamento neutrale rispetto ai candidati alla presidenza, ieri si è presentato e ha votato mentre non ha partecipato alle precedenti due sedute del consiglio necessarie per eleggere Tagliavanti. Dai consiglieri l’appello a «fare di più, a riunirsi più spesso e ad abbandonare la logica delle contrapposizioni che certo non fa bene alle imprese». In giornata la prima riunione di giunta che ha deliberato che la Camera di Commercio si costituisca parte civile nel processo di Mafia Capitale. Toni tutt’altro che distesi, invece, da parte di Confcommercio: «Torniamo a chiedere un passo indietro del presidente - ha detto il presidente dell’associazione dei commercianti, Rosario Cerra - questa giunta appena nominata è espressione di persone, al di là della stima personale, che non rappresentano il cambiamento della Camera che invece vogliamo e chiediamo a gran voce» Sereno il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, che ha archiviato le polemiche facendo però presente che «qualche volta si è forse esagerato un po’ troppo nei giudizi personali» e ha preferito parlare di futuro e di atteggiamento propositivo dell’Ente. «Ci aspettano sfide importanti - ha dichiarato - prima tra tutte il Giubileo. Abbiamo bisogno di segnali positivi, di dire alla città che Roma, che il Paese ce la può fare, dobbiamo dare coraggio alle 530mila imprese iscritte alla Cciaa. Dobbiamo mettere al centro della nostra attenzione l’imprenditore. Io sono per l’economia che ha al centro l’uomo e non la ricchezza. Non dobbiamo fare la Camera della crisi, delle polemiche, del passato, ma la Camera del futuro». Le elezioni sono state anche occasione per tracciare le linee guida della nuova giunta. Tra le priorità il tema dell’innovazione, maggiore attenzione allo start-up e la riforma della pubblica amministrazione. Non meno importanti i temi delle periferie e della disoccupazione con l’istituzione di un osservatorio ad hoc.
Camera di commercio, Giunta dei veleni
Eletto il nuovo gruppo senza i voti di Confcommercio e Unindustria Quattro new entry, tra cui Maria Fermanelli, prima donna in 140 anni
