Non è proprio ripresa, ma almeno le imprese del Lazio sono tornate a sperare. La Federlazio, nella consueta analisi dello stato delle imprese, vede la luce infondo al tunnel grazie ad un significativo miglioramento degli ordinativi provenienti sia dal mercato nazionale che da quello extra-europeo, ma anche grazie ad una maggiore propensione ad investire da parte degli imprenditori: nell’ultimo semestre del 2014 erano il 27,3%, oggi arrivano al 28%. «Questi segnali di ripresa ci fanno ben sperare – è il commento di Silvio Rossignoli, presidente di Federlazio – ma bisogna intensificare l'attività di innovazione. La seconda strategia contempla i mercati internazionali per renderli più accessibili alle imprese mentre al terzo punto metterei la reindustrializzazione del nostro territorio coerentemente con il suo profilo». Gli industriali segnalano, tra le principali problematiche, il ritardo dei pagamenti da parte dei privati, il ritardo accumulato dalla pubblica amministrazione e l’impossibilità di partecipare agli appalti. Preoccupati anche da cosa rende meno competitiva la loro azienda rispetto ad altre realtà imprenditoriali italiane: innanzitutto la pressione fiscale poi il costo del lavoro fino alla complessità normativa e burocratica, che pesa come un macigno sulla testa del 20,9 per cento delle imprese laziali.
Non è ancora ripresa, ma le imprese tornano a sperare
Non è proprio ripresa, ma almeno le imprese del Lazio sono tornate a sperare. La Federlazio, nella consueta analisi dello stato delle imprese, vede la luce infondo al tunnel grazie ad un...