Stavolta si parte davvero. Ieri pomeriggio l’Assemblea Capitolina ha dato l’ok alla delibera che pianifica le opere da bandire in vista dell’imminente Giubileo 2016, con 26 voti favorevoli, 4 contrari e 0 astenuti. Ora la Cassa Depositi e Prestiti potrà erogare il mutuo di 50 milioni richiesto dal Campidoglio e già lunedì i bandi per le gare-lampo potranno essere pubblicati. «I cantieri apriranno nella prima settimana di ottobre», ha specificato il vicesindaco Marco Causi, durante il suo discorso in Aula Giulio Cesare. Dunque ci siamo: quello di ieri era l’ultimo atto istituzionale da affrontare prima del normale iter per l’assegnazione degli appalti. Tre mesi di tempo, da oggi al 7 dicembre, per chiudere i lavori e proporre a turisti e pellegrini una Roma quantomeno presentabile, anche se «gli interventi non sono sufficienti, manca ancora qualcosa», come ha ribadito ancora Causi. Se è vero che l’annuncio arrivato a marzo da parte del Pontefice ha preso tutti alla provvista, c’è da dire che in questi 6 mesi si è perso molto tempo prezioso, in un braccio di ferro politico e istituzionale fra Governo e Campidoglio che non ha fatto bene alla causa comune. Nell’ultimo mese, poi, ci si sono messe anche le ferie estive che, fra chiusura di Palazzo Chigi, assenza del sindaco e stop dei lavori del Consiglio, hanno ritardato il via libera ai cantieri di almeno 30-40 giorni. Ma tant’è, la Capitale ora è chiamata a portare a termine ben 45 interventi, fra cantieri stradali, trasporto pubblico e aree verdi. Fra questi, da segnalare i 12 cantieri sul Lungotevere, la riqualificazione dei piazzali esterni alle stazioni Ostiense e San Pietro, l’Appia Antica, i percorsi pedonali per i pellegrini, il ripristino dei bagni pubblici e la manutenzione dei ponti sul Tevere; interventi anche sulle Metro A e B, sulla Roma Lido e su alcuni tram e bus; infine, il restyling delle aree verdi basilicali e del parco di Colle Oppio. Nonostante il pessimismo dimostrato in Commissione, il vicesindaco non abbandona le speranze di ottenere altri fondi dal Governo per completare in extremis il quadro delle opere. «Le trattative vanno avanti». Sono rimasti esclusi dalla lista, un po’ a sorpresa, le riqualificazioni del percorso ciclopedonale verso il Santuario del Divino Amore e della Chiesa di Dio Padre Misericordioso a Tor Tre Teste, capolavoro di Richard Meier per il Giubileo 2000. L’Aula, in tal senso, ha approvato due mozioni proposte da Ignazio Cozzoli (Forza Italia) e Cecilia Fannunza (Pd). Non è mancata la polemica politica. Marco Causi ha apertamente polemizzato con il M5S, ma soprattutto con Alfio Marchini, affermando di «non avere mai avuto il piacere di incontrarlo». Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia) attacca la delibera: «È un provvedimento spreca soldi, abbiamo pronti esposti alla magistratura e tratteremo l’argomento in Commissione Trasparenza». Grande assente, il sindaco Ignazio Marino, che però ha dichiarato: «Il voto compatto della maggioranza conferma il comune impegno a lavorare nell'interesse della Capitale».
Arrivano i mutui per i cantieri
Per ora esclusi Divino Amore e la chiesa di Meier realizzata nel 2000
