Roma Capitale

La stazione ferroviaria è terra di nessuno. Tutto può accadere

Una terra di nessuno, dove tutto accade e può accadere: così gli abitanti del quartiere descrivono la stazione ferroviaria di Tor Sapienza. Terminata nel 2007 con l’intento di alleggerire lo...

Una terra di nessuno, dove tutto accade e può accadere: così gli abitanti del quartiere descrivono la stazione ferroviaria di Tor Sapienza. Terminata nel 2007 con l’intento di alleggerire lo spaventoso traffico privato che congestiona il quartiere, oggi la stazione versa in totale stato di degrado. Tra erbacce, porte divelte, arredi rubati e illuminazione intermittente, i centinaia di migliaia di euro spesi per la sua costruzione risultano oggi soldi buttati. Una "cura del ferro" che, iniziata con l’amministrazione Rutelli e terminata con quella Alemanno, non ha fatto altro che aggiungere degrado in un quartiere che, tra campi rom e centri d’accoglienza, davvero non ne aveva bisogno. «Abbandono» è la parola che, una volta entrati, salta per prima alla mente. L’ampio spazio all’aperto è infatti infestato da erbacce e alti fusti di felci che più di una volta hanno causato incendi; i secchi dell’immondizia sono stracolmi di rifiuti, molti dei quali giacciono a terra scoloriti dal sole estivo; le panchine, quando visibili, sono a dir poco pericolanti. «Ogni tanto qualcuno viene a dare una sistemata – racconta Roberto Torre – ma è poca cosa. La manutenzione è così rara che quando avviene, come a gennaio di quest’anno, per il quartiere è quasi una festa». Il senso d’abbandono che trasmette la parte esterna della stazione è, però, solo l’antipasto. Avventurandosi all’interno, infatti, la situazione si fa ancora più critica. A partire dalle porte d’ingresso che, scardinate, si appoggiano sbilenche alla parete, per arrivare alle scale mobili fuori uso e completamente smantellate da ladruncoli che ne hanno rubato ogni piccolo componente. Qui, persino i corrimano sono stati trafugati. Per non parlare poi degli impianti di illuminazione che subiscono black-out continui a causa dei ladri di rame…«I danni provocati sono gravissimi – dice un membro del comitato di quartiere -, forse irreversibili. E non parlo solo dei danni subiti dalle strutture, ma anche di quelli subiti dai cittadini». «Sono anni che segnaliamo la situazione e avanziamo proposte all’amministrazione, come quella di istituire una guardiana notturna. Ma qui sembra di parlare con degli alieni», rincara il vicepresidente. Uscendo dalla stazione leggiamo un cartello con scritto Anfiteatro, nonostante di anfieteatri, qui, non ce ne sia nemmeno l’ombra. È presto detto: l’anfiteatro era un progetto facente parte delle opere compensative per la costruzione della stazione, per le quali sono stati stanziati ben 28 milioni di euro. Opere, ovviamente, mai realizzate.

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