Roma Capitale

Dipendenti dei Cup pronti a bloccare il servizio

In centinaia da tutto il Lazio sotto la Regione. «Il bando ci manda allo sbando»hanno ribadito a gran voce ieri mattina nel corso dell’annunciato presidio i lavoratori dei Cup (Centri Unici di...

In centinaia da tutto il Lazio sotto la Regione. «Il bando ci manda allo sbando»hanno ribadito a gran voce ieri mattina nel corso dell’annunciato presidio i lavoratori dei Cup (Centri Unici di Prenotazione) della Regione asserragliati in via Rosa Raimondi Garibaldi per protestare contro i criteri del nuovo bando di gara unica centralizzata. Bloccato il servizio nell’intero territorio, in molti presidi ospedalieri l’astensione dal lavoro è stata del 95%. Una delegazione è poi stata ricevuta dall’assessore al Lavoro Lucia Valente, dal segretario generale Andrea Tardiola e dal responsabile della Cabina di Regia Alessio D’Amato. Ma è stata fumata nera, con la decisione da parte delle rappresentanze sindacali di proclamare lo sciopero per il 21 settembre, anche ad oltranza. «A prescindere da quanto si è detto, si potrebbe arrivare fino a un 20% di perdite di posti di lavoro, 400 unità, e questo preoccupa tanto. Come la questione del dumping contrattuale, visto che nel bando non è previsto il contratto di lavoro di riferimento del personale: c’è la certezza di perdita di diritti e di salari» il commento a caldo del segretario generale Fp Cisl Roberto Chierchia. «Abbiamo chiesto anche risposte su altre faccende come gli accorpamenti Asl». Sulla stessa linea i segretari generali Fp Cgil e Uil Natale Di Cola e Sandro Bernardini. La a Regione mette le mani avanti: «E’ prevista una conseguente riduzione degli operatori necessari di circa 150 unità sui poco oltre 1.000 addetti, che può anche non esserci con lo studio di particolari organizzazioni del lavoro. E' stata inserita un’intoccabile clausola di solidarietà che tuteli i lavoratori» spiegando che «al tavolo di confronto c’è l’Anac perché il nuovo bando fa parte di quelli esaminati dall’Autorità Anticorruzione». Sulla vicenda, la deputata fassiniana Monica Gregori ha annunciato la presentazione di un’interrogazione alla Camera: «La suddivisione in lotti è paradossale rispetto al processo di razionalizzazione del sistema sanitario regionale che prevede l’accorpamento di aziende di lotti differenti». Ed è guerra anche sui nuovi manager della sanità. Occhi puntati sulla nomina del commissario unico che gestirà la fusione tra la Asl RmC e la RmB. In dirittura d’arrivo c’è Luigi Panella, attuale dg della Asl RmD.

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