Roma Capitale

Discariche, roulotte e rifiuti nella terra incontrastata dei rom

Le roulotte in strada si sommano ai rifugi sorti nell’ultimo periodo. Il Mandrione da mesi e mesi è notoriamente terra incontrastata dei nomadi. Insediamenti spontanei come quelli sparsi in quasi...

Le roulotte in strada si sommano ai rifugi sorti nell’ultimo periodo. Il Mandrione da mesi e mesi è notoriamente terra incontrastata dei nomadi. Insediamenti spontanei come quelli sparsi in quasi tutta la città, centinaia (ospitano oltre 600 rom nel complesso, secondo gli ultimi dati forniti dall’Assessorato capitolino al Sociale, dagli angoli più reconditi della periferia fino al centro), che ogni giorno si dilatano. I residenti alla convivenza obbligata è da un po’ che ci hanno fatto l’abitudine: «Tanto fanno come vogliono, sanno che è terra di nessuno e possono permettersi di tutto qui. Vivono visibilmente indisturbati nell’illegalità palesemente tollerata”, fanno notare. Le discariche a cielo aperto poco dopo Porta Furba rendono l’idea: avanzi di cibo, carcasse, ferraglia, rifiuti di ogni tipo. «Si radunano qua, bivaccano e poi lasciano lo schifo. Dietro la vegetazione, gli accampamenti sono rispuntati come funghi, mimetizzati a dovere», in un Municipio che batte il record sull’argomento. Un fenomeno che sfugge di gran lunga ai censimenti ufficiali. Alla base dei mancati sgomberi (l’ultimo è del 2010) ci sono i tagli ai finanziamenti. Sulla sporcizia diventata routine, gli abitanti si sono tirati su le maniche. Pulizie straordinarie, scendendo in strada in gruppi. La più consistente, insieme al Comitato Casilina Vecchia-Mandrione, è stata fatta ad Ottobre dello scorso anno, in sinergia con l’Ama, che ha predisposto i mezzi ed il trasporto dei ben nove camion di marciume raccolto in giro per l’intero quartiere. È sistematico, invece, da parte del Comitato, il deposito di sacchetti di calce idrata sugli escrementi sempre "freschi" presenti incondizionatamente sotto i fornici, in particolare nei primi tre dopo il ponte ferroviario provenendo da via Casilina. E pensare che circa otto anni fa proprio il Comitato aveva iniziato un percorso partecipato di grande interesse, di concerto con la Presidenza dell’allora IX Municipio e la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, «che suscitò molto entusiasmo ed una buona prospettiva futura sulla città. Purtroppo così, poi, non è stato: le scelte politiche ed il malaffare a 360 gradi hanno allontanato i cittadini dalle istituzioni a danno proprio e della città», spiegano i diretti interessati. «Noi cerchiamo di tenere duro e stiamo creando su via Casilina Vecchia un’apprezzabile attività sociale su un terreno adibito in passato a discarica e recuperato al degrado tramite il lavoro costante di tanti residenti volenterosi e desiderosi di riscatto». Un primo passo, sicuramente importante. In un’area oggi tornata ad essere intensamente popolata.

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