La convocazione della Regione Lazio del consiglio camerale per questa mattina era talmente inattesa (sebbene siano passati esattamente 10 giorni dopo il decreto di nomina dei consiglieri firmato da Nicola Zingaretti), che molti consiglieri sono dovuti rientrare in fretta e furia dai luoghi di vacanza. Chi da Courmayeur, chi dall’Abruzzo, chi ancora dai mari esotici. La Confcommercio Roma ha tentato perfino un ricorso al Tar in extremis per bloccare il tutto, ma i giudici hanno detto "no". Fatto sta che oggi, dopo anni di battaglie e di tentativi di accordo falliti, potrebbe essere il giorno dell’elezione del nuovo presidente della Camera di Commercio. Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna di Roma e vicepresidente dell’Ente, è il favorito. Almeno sulla carta: ha 17 consiglieri sicuri, su 32, che potrebbero diventare 20 già alla prima chiamata stamattina, non sufficienti per essere eletto subito, visto che serve la maggioranza dei due terzi, ma alla terza votazione sì, a quel punto anche 17 voti bastano. Nulla però è scontato come ormai le vicende della Camera ci hanno abituato a pensare. Tagliavanti sarebbe dovuto diventare presidente già due anni fa grazie al famoso, quanto discusso, "patto della staffetta". Cremonesi però ha tenuto duro, gli industriali hanno voltato pagina dichiarando che i tempi erano diversi e quel patto non reggeva più e il resto è storia. Una storia infinita per molti, specie guardando ai bisogni delle imprese, che sono tanti, e ad un Ente praticamente fermo da troppo tempo. La posizione degli industriali e della Confcommercio è chiara: se Tagliavanti vuole governare, «perché i numeri ce li ha», lo faccia pure, ma sappia che con lui non ha né gli industriali, né i commercianti. Come a dire, solo contro tutti. Per questo Uir, dopo aver candidato Rosario Cerra, presidente della Confcommercio Roma, alla guida di Camera in quanto «uomo nuovo, preparato, con una sua azienda», ora propone un terzo nome che possa mettere tutti d’accordo, "piccoli" compresi: l’attuale presidente di Acea, Catia Tomassetti. Una mossa per "spiazzare" Tagliavanti che aveva dichiarato qualche mese fa di essere pronto a fare un passo indietro per il bene di Camera? Alcuni consiglieri dell’apparentamento al momento favorito rispediscono la proposta al mittente ma, come si diceva, nulla è scontato.
La Regione «impone» la votazione
Elettori e candidati rientrano dalle ferie. Oggi il nuovo presidente
