Una marea celeste che ha invaso piazza del Campidoglio. Proprio mentre nelle stanze di Palazzo Senatorio il neo assessore Stefano Esposito iniziava la serie di incontri decisiva per il futuro di Atac. I macchinisti e gli autisti della società capitolina dei trasporti ieri si sono fatti sentire. Hanno urlato slogan contro la privatizzazione e si sono tolti la camicia di ordinanza. Soprattutto, hanno cercato di far capire una volta per tutte ai romani che metro e bus a Roma passano poco e male perché gran parte dei mezzi sono rotti e inutilizzabili. Addirittura i macchinisti della Metro A, ieri ad ogni fermata ricordavano che «in seguito ai lavori in corso il treno è costretto ad andare a 15 km/h fra San Giovanni e Barberini». Messaggi arrivati all’opinione pubblica grazie ad un video denuncia realizzato da un autista 30enne, Christian Rosso, che ieri mattina è stato acclamato a gran voce dalla piazza. Un video equilibrato e non offensivo, quello di Rosso, che però è costato all’autista la sospensione a tempo indeterminato dal servizio. Una punizione sopra le righe, nonostante la violazione del codice etico aziendale. «Non ha ucciso nessuno, Atac ci ripensi», ha affermato Esposito, segnando una sorta di discontinuità rispetto al rigore del suo predecessore Guido Improta, e portandosi dietro anche il capogruppo capitolino del Pd, Fabrizio Panecaldo, che ha invocato la «grazia» per Rosso. Nonostante ciò, pochi minuti prima, l’autista avesse urlato al megafono che «adesso l’unica soluzione è Beppe Grillo», guadagnandosi gli applausi della pasionaria Micaela Quintavalle, neo militante pentastellata. Ora bisognerà capire se ad essere «graziati» saranno anche gli altri 10 macchinisti, fra cui alcuni dirigenti sindacali, oggetto di provvedimenti disciplinari per il presunto sciopero bianco di luglio, come ha chiesto il segretario regionale di Faisa Confail, Claudio De Francesco. Come detto, il neo assessore Esposito ha iniziato una serie di incontri per decidere il futuro di Atac. Ieri ha incontrato il sindaco, i capigruppo di maggioranza e il dg, Francesco Micheli. «Atac è molto meno malandata di quanto si pensi – ha spiegato il dg - perché andiamo su un tendenziale di pareggio l’anno prossimo. Ci aspettiamo la ricapitalizzazione». Oggi Esposito vedrà Cgil, Cisl e Uil (che dichiarano di «avere la soluzione») e a seguire anche le sigle autonome, che al momento incanalano la maggior parte di autisti e macchinisti. «Non mi si facciano discorsi ideologici», continua a ripetere lui, lasciando intendere che tutte le strade sono aperte, dalla ricapitalizzazione al fallimento, all’ingresso di partner privati o privatistici (come Fs). «Una mia idea ce l’ho, ma prima di rivelarla vaglierò quelle degli altri», ribadisce. Tutto ciò mentre ieri la metro B viveva l’ennesimo pomeriggio di disservizi: un treno fermo a Termini, in panne, ha bloccato la linea per quasi 30 minuti. I passeggeri hanno tentato di aggredire il macchinista che si è riuscito a salvare barricandosi nella cabina di guida. Il solito disastro.
L’assedio degli autisti sotto al Campidoglio
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