Tensione in piazza del Colosseo tra i venditori di souvenir e i vigili schierati fin dalle 7 di mattina per bloccare l’ingresso ai venditori ambulanti e ai camion bar che a partire da oggi non potranno più utilizzare i 22 luoghi situati tra l’area archeologica centrale e il Tridente. Il 10 luglio sono infatti scaduti i 15 giorni di tempo assegnati dalla determina dirigenziale pubblicata dal Campidoglio il 24 giugno con la quale viene fissata la nuova dislocazione dei posteggi riservati a camion bar, urtisti (venditori di souvenir) e fiorai. A far rispettare la nuova regola sono schierati in tutta la zona 250 vigili con il supporto di polizia e carabinieri. La manifestazione dei venditori ha iniziato a infiammarsi attorno alle 13, quando in piazza Bocca della Verità sono iniziati i primi spintoni e le urla tra i proprietari dei camion bar e le forze dell’ordine. I commercianti, circa una trentina, erano in presidio dalle 9 con fischietti e striscioni, schierati in un sit-in di protesta, tra di loro anche Tredicine. "Vogliamo parlare con il sindaco Marino", "Siamo disponibili a trattare" dicono alcuni, mentre altri più arrabbiati minacciano: "Se non ci fate entrare oggi, entreremo domani". La protesta si è poi scaldata: gli ambulanti sono saliti sui tetti dei loro mezzi, e a gran voce chiedono un incontro con il sindaco Marino e l’assessore Leonori. Nel primo pomeriggio una delegazione di sei commercianti dei camion bar in protesta da questa mattina a piazza Bocca della Verità è stata ricevuta negli uffici dell'assessorato alla Produttiva di via dei Cerchi per un incontro. L'incontro che apre a possibili nuove proposte. "L'assessore Leonori ha incontrato una delegazione di operatori e le organizzazioni sindacali Apre e Apvad Confesercenti. Ci ha rassicurato che lunedì ci incontreranno di nuovo, anche con l'assessore Pucci. Mi pare che ci sia la possibilità di riesaminare le nostre richieste presentate al Tavolo istituito con un documento del sindaco il 22 settembre. Noi ci aspettiamo che lunedì ci possano dire definitivamente quali sono i tempi per riesaminare questa ordinanza che oggi non permette più agli operatori di lavorare». A dirlo è Alfiero Tredicine, presidente di Apre Confesercenti e storico leader degli ambulanti romani, subito dopo essere stato ricevuto dall'assessore alla Roma produttiva, Marta Leonori, nella sede dell'assessorato. "Speriamo che lunedì gli assessori siano in grado di dirci quali sono i tempi con cui il tavolo tecnico ci risponderà, per dare la possibilità a questi operatori di avere un futuro", aggiunge.Che faranno gli ambulanti da domani? Tredicine fa sapere che quelli pronti si sposteranno negli stalli riassegnati, anche se «da lí non passa nessuno, non incasseranno un euro, non sono luoghi commerciali». Di quelli che si sono già spostati a Via Carlo Felice, "si riempiranno di formiche e insetti", ha concluso Tredicine, perchè quello non è un luogo di passaggio. Le motivazioni dei venditori. "Chiediamo udienza al sindaco di Roma, Ignazio Marino, ci riceva, perchè lui è anche il nostro sindaco e ci deve ascoltare. Nessuno lo ha mai fatto finora, ma qua noi rimaniamo senza lavoro". Parte con una richiesta di incontro al sindaco Marino la protesta degli ambulanti che sono arrivati a Bocca della Verità per protestare contro il provvedimento del Campidoglio che da oggi vieta il commercio su area pubblica nel Centro storico di Roma. Una quindicina di camion bar sono parcheggiati tra Bocca della Verità e l'assessorato al Commercio di Roma Capitale. Accanto, gli operatori titolari di licenze, «tutte famiglie con una licenza sola", dicono. Qualcuno di loro è in lacrime e dice: "Io dall'oggi al domani mi trovo senza lavoro, noi democraticamente chiediamo udienza al sindaco che rappresenta solo alcune categorie. Ma Marino si deve ricordare che è anche il nostro sindaco, perchè noi siamo romani. E ci deve ascoltare, le ragioni noi ce l'abbiamo. Gli abbiamo fatto delle proposte, non ci ha mai risposto. Ho fatto un camion bar nuovo perchè me lo ha imposto l'amministrazione. Ho speso 100mila euro. Mi sono venduto un appartamento di mia madre del 1963 e mi piange il cuore - spiega con voce rotta - e allora mi levi il posto di lavoro in un momento così? Sono 20 giorni che non dormo. Noi abbiamo tutti una licenza. Andatevi a fare un giro dove ci hanno mandato. Se andiamo lì a Lungotevere è solo per buttarci di sotto, e il sindaco è responsabile". Poco più in là, un bambino tiene in mano un cartello giallo con scritto: "Ciao sindaco Marino sono il piccolo Niki ti presento mio nonno Antonio, onesto lavoratore con regolare licenza da 50 anni. Ripensaci!".
Camion Bar via dal Centro, gli ambulanti protestano
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