Roma Capitale

Tolti i sigilli all'ex scuola a Casale San Nicola: per il prefetto Gabrielli è idonea per gli immigrati

Nella struttura alloggeranno circa 100 migranti. A meno di 3 chilometri c'è un altro centro di accoglienza con 300 profughi. Sale la rabbia degli italiani in presidio

Doccia fredda per le circa 20 famiglie d'italiani in presidio di fronte l'ex scuola Socrate a Casale San Nicola vicino La Storta a Roma Nord dove dovrebbero essere accolti circa 100 profughi: il prefetto Gabrielli ha ritenuto idoneo il sito e dissequestrato la struttura. Una visita improvvisa quella di oggi alle 13 sulla Braccianese ad opera del prefetto il quale non si sarebbe fermato a parlare con le circa 20 famiglie italiane che vivono da circa tre mesi nelle tende di fronte alla struttura: "Siamo rimasti sorpresi della velocità con la quale l'area, prima ritenuta non a norma - dice Nicola Colosimo, ragazzo in presidio e coordinatore di "Nessuno tocchi il mio popolo" - sia stata dissequestrata e ritenuta idonea ad accogliere un centinaio di migranti. In tre mesi che siamo qui nessuno si è occupato delle famiglie italiane con i bambini al seguito accampati in tenda. Prima vengono gli immigrati e poi noi". Ce l'ha con le istituzioni Nicola come tante persone che si trovano a manifestare di fronte la grande struttura che a detta di chi vive nei dintorni più prossimi è un sito "non idoneo" all'accoglienza perché si tratta di un casale vecchio, con impianto antincendio non a norma e fosse biologiche inadeguate. Perdipiù l'intera strada è priva d'illuminazione pubblica e nel comprensorio vivono oltre un centinaio di famiglie.   Qui la sicurezza, raccontano dal presidio, è già un emergenza. Basti pensare che l'ex scuola Socrate dista poco meno di 3 km da un altro centro di accoglienza dove vivono 300 rifugiati, una struttura che tra l'altro, risulterebbe affidato tra le altre cose ad una cooperativa di quelle che risultano indagate nello scandalo di Mafia Capitale. La rabbia delle famiglie italiane in presidio è alle stelle: "Rimarremo qui con le tende - conclude Nicola - ma non faremo la caccia agli immigrati ne occuperemo la struttura. Abbiamo bisogno di essere ascoltati anche noi italiani che non abbiamo una casa e che vediamo assegnare gli alloggi agli extracomunitari".   Anche Simone Carabella, reduce della maratona con Claudio Palmulli figlio di Mister Ok per portare solidarietà agli italiani non ci sta a questa decisione "calata dall'alto": "Non possiamo e non dobbiamo permettere - dice -  che questo piano sia applicato. Faremo tutto ciò che è in Nostro potere per non far Diventare Casale San Nicola terra di conquista di immigrati clandestini. Ristrutturiamo il Casale e facciamolo diventare alloggio per famiglie Italiane in difficoltà. Aiuteremo gli altri quando anche l ultimo Italiano sarà sistemato in maniera dignitosa".   Altra preoccupazione è che gli ospiti di Casale San Nicola e de La Cerquetta si riversino tutti a La Storta, il più vicino centro abitato con servizi disponibili. Anche Stefano Caprinozzi, presidente dell'associazione Vivanguillara, che da sempre segue la questione interviene sulla vicenda: "Il prefetto, sta consapevolmente mettendo benzina sul fuoco - sostiene -  soprattutto in un contesto sociale difficile come quello di Casale san Nicola. Non è difficile infatti immaginare lo sdegno, la rabbia e il profondo sconforto che i nostri connazionali potranno provare alla vista, dalle loro tende, degli immigrati comodamente alloggiati all'interno del casale e si sa, tali stati d'animo portano a gesti molto spesso folli e irrazionali. Spero che ciò ovviamente non accada e che si eviti il peggio ma certamente con questa azione il prefetto sta indubbiamente suscitando la rabbia degli italiani".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.