Roma Capitale

Gabrielli: "Basta campi rom. La Monachina va chiusa"

Il Prefetto nel municipio XIII dove si è verificato il tragico incidente stradale. La prostituzione su strada "finirà con il genere umano"

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli prosegue il suo tour nei Municipi della Capitale. Accolto dal presidente Valentino Mancinelli, il prefetto è ritornato nel XIII (ex XVIII) zona Aurelio per un incontro con i cittadini. Tra le priorità sul tappeto la chiusura del campo Rom della Monachina. «Una politica non lungimirante ha caratterizzato gli insediamenti rom in questa città negli anni - ha esordito Gabrielli - per cui oggi ho tre tipologie di campi: autorizzati e lo capisco, abusivi e anche questo lo capisco, ma il tollerato non lo capisco perchè o è autorizzato o abusivo». Una cosa è certa: la Monachina deve sparire. «Il tema del campo nomadi della Monachina non è quello dell'incidente stradale ma che a breve, questo è il percorso che stiamo percorrendo, quel campo deve sparire - ha risposto il prefetto - Non perchè c'è stato il tristissimo e assolutamente rimarchevole episodio in cui ha perso vita la povera cittadina filippina ma perchè quel campo lì non ci deve stare per chi ci sta dentro e soprattutto per chi ne beneficia in maniera negativa, dai roghi tossici ai luoghi di discarica». L’impegno è a 360 gradi. Franco Gabrielli lo ha ribadito: «È stato programmato l'ultimo censimento che vedrà l'impiego massivo delle forze di polizia e poi con l'assessorato competente del Comune decideremo dove destinare queste persone. Mi risulta che all'interno ce ne siano alcune che hanno le case e quindi non possono stare lì ma avere una collocazione che riferiremo a ogni cittadino di questo paese perchè la vera integrazione passa attraverso una non discriminazione al contrario». Rovistaggio, roghi tossici, microcriminalità predatoria sono costanti di tutti i municipi. «Se i rom stessi non comprenderanno che gran parte del loro percorso di integrazione dipende anche da loro - ha aggiunto - non andremo da nessuna parte». Altra priorità la prostituzione su strada. «Non possiamo continuare a immaginare che la gestione della prostituzione su strada sia da governo delle forze di polizia, è una forma di ipocrisia - ha ribattuto Gabrielli - Fino a quando non prenderemo coscienza che questa è un'attività che morirà col genere umano perchè ha un'offerta ma fondamentalmente una domanda e senza questa sarebbe morta da quel dì». Infine l’ arrivederci condito da una battuta : «Ci vediamo dopo l'estate se non siete ancora stati sciolti...». Il riferimento all'eventualità di uno scioglimento del Comune di Roma a seguito dell'inchiesta Mafia Capitale portata avanti dalla Procura.

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