Fischi, e applausi, al sindaco Marino alla fiaccolata indetta dai sindacati per la legalità. Un’altra giornata surreale quella vissuta in Campidoglio con il quotidiano tam tam di note stampa di solidarietà al sindaco Marino. Ancora il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini è stato "costretto" a ribadire: "Le dimissioni di Marino? Ipotesi che non esiste e che non è mai esistita". Il clima però è quello della vigilia di una Caporetto, nonostante l’umore del primo cittadino, che non manca anche oggi di sferrare un sottile, inutile sarcasmo contro i giornalisti: «Com’è il suo umore sindaco?», ha chiesto un collega, «ottimo, meglio del suo che ha dovuto passare tutta la giornata qui fuori da povero cristo. Almeno io ho prodotto qualcosa oggi», ha replicato il chirurgo dem. SUL FILO DEL RASOIO Il «no comment» di ieri mattina del sindaco Marino sulle intercettazioni del vicesindaco Nieri (Sel) è stata la prima piccola incrinazione di un Campidoglio sotto assedio e di una pressione mediatica - ma non solo - ogni giorno più forte. Perché ogni giorno, dalle migliaia di carte dell’inchiesta Mondo di mezzo/2, spunta un nome, un contatto, che coinvolge anche i fedelissimi del primo cittadino. E la lettura non è - e non può essere giuridica - ma squisitamente politica. Un clima torrido che rischia di vedere una giunta arroccata su se stessa. IN AULA Il «panico» da avviso di garanzia, o peggio, da manette in Aula Giulio Cesare, dove ormai è richiesto l’accredito per entrare, viene gestito dal capogruppo Pd Fabrizio Panecaldo, che chiede «un atto di generosità a chi non ha alcun avviso di garanzia». Un appello colto dal presidente della commissione Bilancio, Alfredo Ferrari - citato pesantemente nelle intercettazioni e sottoposto a indagini - che nel pomeriggio «rimette nelle mani del sindaco, dell’Aula e del partito la carica di presidente». Un annuncio devastante. La presidenza alla commissione Bilancio è infatti quella più importante dopo la guida dell’Assemblea capitolina. E, ricordiamo il presidente dell’Aula Giulio Cesare è finito agli arresti. L’ULTIMA CIAMBELLA L’annuncio in pompa magna dato dal commissario romano del Pd, Orfini, del dimezzamento delle commissioni (peraltro già promesso almeno tre volte negli ultimi due mesi) appare davvero l’ultimo Sos prima del naufragio, così come l’avvio sabato del tesseramento del Pd romano. Tutto appare tardivo con un Pd crollato al 17%. PROVE TECNICHE DI ALLEANZE Mentre il Pd continua a rifiutare anche solo l’idea di tornare al voto (e ad escludere il commissariamento) il resto dei partiti comincia a serrare le fila per preparare la campagna elettorale. Proposta choc della Lega di un assist con i grillini. «Dopo le recenti elezioni regionali ed amministrative, se vogliamo cambiare veramente la politica a Roma - dice Claudia Bellocchi, (Lega Nord) - serve un atto di responsabilità politica nelle forze di centrodestra locali compreso il Movimento Cinque Stelle». Ma i 5 Stelle non ci pensano proprio. Forti del 30 per cento del sondaggio «top secret» sui consensi romani, hanno di fatto già aperto la campagna elettorale, che sarà durissima con lo slogan già inaugurato da Grillo: disinfestiamo Roma. FORZA ITALIA Con l’arresto di due «capibastone» fondamentali come Luca Gramazio e Giordano Tredicine, il partito deve dare un segnale di svolta e lo ha fatto ieri, azzerando il partito romano. Davide Bordoni sarebbe stato congelato, mentre sono pericolosamente in bilico le poltrone di Fazzone (alla guida di Fi Lazio) e di Adriano Palozzi (alla guida di Fi Provincia). Una riunione di stamane con la Rossi dovrebbe sciogliere il dilemma più grosso: chi mettere? SEL In imbarazzo non tanto per le intercettazioni che riguardano direttamente il vicesindaco Nieri, quanto per una politica di sinistra non solo assente ma che ha pericolosamente svoltato a destra. Sul contratto decentrato ai dipendenti, firmato da Nieri, Sel rischia di accasciarsi su se stessa. Per questo ieri, nella riunione di partito. l’idea di "scaricare Nieri" è stata accarezzata da molti. S.N.
Orfini insiste: dimissioni di Marino? Mai esistite
È cominciato però il balletto delle alleanze tra partiti per le elezioni
