Roma Capitale

Baby squillo ai Parioli, patteggiano altri tre

Con i tre patteggiamenti disposti ieri dal Gup Cipriani, sale a sette il numero dei clienti delle baby squillo che hanno così chiuso la loro posizione evitando di finire davanti ad un processo...

Con i tre patteggiamenti disposti ieri dal Gup Cipriani, sale a sette il numero dei clienti delle baby squillo che hanno così chiuso la loro posizione evitando di finire davanti ad un processo pubblico: poco più di mille euro di multa e un anno di reclusione (con pena sospesa) per altri tre «utilizzatori finali» che erano a conoscenza della minore età delle ragazze che si prostituivano in un seminterrato di via dei Parioli. Pene lievi (che fanno il paio con quelle commutate a seguito del giudizio abbreviato per due dei clienti finiti alla sbarra) e a cui si aggiungeranno quelle per gli altri clienti (una sessantina) che sono ancora al vaglio dei magistrati di piazzale Clodio. A distanza di mesi quindi dalla condanna (in primo grado) per gli organizzatori del giro di prostituzione minorile, continua a produrre effetti l’indagine dei carabinieri che per mesi hanno monitorato quel palazzone elegante nel cuore della "Roma bene" , annotando i tanti clienti che consapevolmente erano disposti a sborsare centinaia di euro per un incontro clandestino con due ragazzine in età di liceo. E mentre gli «utilizzatori finali» del giro di babysquillo (tra cui risultano anche il marito di Alessandra Mussolini, Mauro Fiorani e il figlio del senatore del Pdl Nicola Bruno) i giudici della corte d’Appello della Capitale hanno fissato per il prossimo primo giugno la prima udienza per il processo di secondo grado nei confronti di organizzatori e magnacci che quel giro di prostituzione lo avevano pensato e messo in piedi. Nel primo grado di giudizio infatti erano stati condannati Mirko Ieni (ex barista e deus ex machina di tutta la vicenda) a dieci anni di reclusione; sei anni erano invece stati inflitti alla madre di una delle due ragazzine che secondo i giudici avrebbe spinto la giovane a continuare nel "lavoro" per interessi personali. Mano pesante del giudice poi anche nei confronti di Nunzio Pizzacalla, condannato a 7 anni e a 24mila euro di multa; Danilo Sbarra (6 anni e 30mila euro di ammenda), Mario Michael De Quattro (quattro anni e 3mila euro) e poi Marco Galluzzo, condannato a tre anni e 4 mesi con 8 mila euro di multa.

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