La Giunta capitolina prova a ripristinare la legalità nel marasma delle concessioni di Affittopoli. Ma è isolata. Al contrario ci sono consiglieri comunali, movimenti e persone di spettacolo che protestano contro questa "operazione trasparenza". Accade anche questo a Roma, specialmente se si parla di occupazioni riconducibili alla sinistra. Ed è accaduto ancora una volta ieri, con al centro due spazi storici, parte integrante del patrimonio capitolino: il Rialto Sant’Ambrogio e l’ex Cinema America. Lo storico edificio di via Sant’Ambrogio 5, una sorta di occupazione "tollerata" che va avanti da almeno un quindicennio, è stato oggetto di una veemente protesta in piazza del Campidoglio, con un gruppo di militanti della cosiddetta "rete per i diritti della città" che ha occupato simbolicamente l’androne dell’assessorato al Patrimonio. Il disco-bar del Ghetto dovrebbe traslocare a breve, in quanto l’edificio che lo ospita e’ stato inserito nella delibera 88 che prevede la vendita di parte del patrimonio comunale. I membri dell’associazione nata all’interno del Rialto reclamano la promessa, ricevuta ai temi di Veltroni sindaco, di una nuova sede ad hoc da realizzarsi in viale Trastevere, nei pressi del deposito Atac, un accordo tuttavia mai mantenuto. Ieri l’assessore Alessandra Cattoi ha ricevuto un gruppo di manifestanti e, per calmare gli animi, ha assicurato che non sarà fatto alcuno sgombero fino al 24 marzo, data di convocazione di un tavolo tecnico sull’argomento: quel giorno gli sarà consigliato di partecipare (in maniera regolare) a uno dei bandi che il Comune pubblicherà a breve. Vicenda simile quella dell’ex Cinema America. I ragazzi che occupavano abusivamente la struttura organizzando cineforum e attività culturali, hanno chiesto l’assegnazione in via diretta dell’ex Sala Troisi, ottenendo il sostegno del presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, della presidente della Commissione cultura, Michela Di Biase, e anche della consigliera Pd Giulia Tempesta. Addirittura, ieri il portavoce della Cna Industria Cinema e Audiovisivo, Mario Perchiazzi, dava già per fatta l’assegnazione. Proprio questa «dichiarazione incauta» ha dato lo spunto alla Cattoi di replicare quello che già è stato detto agli occupanti del Rialto: «Tra pochi giorni verrà pubblicato un bando per attività culturali a cui potranno partecipare tutte le migliori esperienze nel campo dell'audiovisivo affinché possa essere individuata la soluzione culturale adeguata». Tradotto: mettetevi in fila. Di patrimonio e di cultura ieri si è parlato in Comune anche durante la riunione di maggioranza sul bilancio 2015. Il braccio di ferro fra Pd e Sel, in particolare, si è concluso con i vendoliani che sono riusciti ad ottenere il progetto di una "casa dello sfrattato", che dovrebbe sostituire gli attuali residence Caat, oltre ad una integrazione nei fondi per la cultura nei municipi. Inoltre, sempre su pressione di Sel, verranno annunciate a breve iniziative come "sentinelle anti degrado" e "poli civici contro le povertà".
Il Rialto assedia il Campidoglio
L’assessore: proroga di dieci giorni, poi fate il bando come tutti gli altri
