Roma Capitale

Esposto del generale di Brigata «scartato» da Marino

Il generale di Brigata dei Carabinieri, Luigi Sementa, ha presentato un esposto alla Procura di Roma contro il sindaco Ignazio Marino. Il "reato" del sindaco, secondo il ricorrente, consisterebbe nel...

Il generale di Brigata dei Carabinieri, Luigi Sementa, ha presentato un esposto alla Procura di Roma contro il sindaco Ignazio Marino. Il "reato" del sindaco, secondo il ricorrente, consisterebbe nel non averlo nemmeno preso in considerazione, nel 2013, come possibile Comandante della Polizia Locale di Roma, preferendogli prima il suo "sottoposto", il colonnello Oreste Liporace, e poco dopo, come noto, il dirigente di Polizia di Stato, Raffaele Clemente. L’ampia documentazione (circa 80 pagine) inoltrata al procuratore Giuseppe Pignatone, al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro ed al presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, cerca di dimostrare come il curriculum di Sementa fosse superiore a quello dei due comandanti scelti. L’esposto risale all’ottobre 2013, ma Sementa è tornato alla carica il 26 gennaio scorso, quando il capo dell’Avvocatura, Rodolfo Murra, ha girato al sindaco Marino una richiesta di accesso agli atti, effettuata dallo stesso generale a completamento di una nota di sollecito inviata agli uffici di piazzale Clodio lo scorso 16 dicembre. Sementa, salernitano di nascita ma napoletano di adozione, in effetti ha un curriculum di tutto rispetto: è stato impegnato per anni prima nella lotta alle Brigate Rosse, negli anni ’70, poi nel contrasto alla mafia, negli ’80-’90 (ha anche indagato sull’uccisione del giornalista Giancarlo Siani). È stato poi comandante della polizia locale di Napoli nell’era Iervolino. A spingere Marino a ignorare il suo curriculum, forse, potrebbe essere stato il forte alterco tra il generale e Luigi De Magistris, che lo ha prima cacciato «per motivi di bilancio». Il sindaco partenopeo è stato poi indagato dalla Procura di Napoli quando capo dei vigili fu nominato l’attuale Luigi Acanfora. È evidente che quello del Capo della Polizia Locale è un incarico fiduciario. D’altro canto, nel suo esposto Sementa ricorda che «se si fa ricorso a personale esterno per un incarico pubblico, le commissioni devono seguire i criteri di bando pubblico e dunque selezionare i curriculum aderenti alle richieste». È per questo che il generale ha tirato in ballo nel suo esposto anche il capo di gabinetto Luigi Fucito, il segretario generale, Liborio Iudicello, e la dirigente del Dipartimento Risorse Umane, Antonella Caprioli, ovvero i tre membri della commissione esaminatrice.

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