Parcheggi incustoditi? No grazie. Non si parla di parking di supermercati o centri commerciali ma degli asili nido della Capitale. Il grido di battaglia infuoca gli smartphone e alimenta la rivolta su Whatsapp a Facebook. Sono decine e decine di genitori di bambini che frequentano gli asili nido seriamente preoccupati per il nuovo modello organizzativo, imposto dal Comune ed entrato ufficialmente in vigore a febbraio. Chiedono la revoca della cosiddetta «riforma» del Campidoglio che abolendo i supplenti in sostituzione della prima assenza delle educatrici e in caso di fuori-rapporto «di fatto elimina il rapporto numerico 1/6 tra educatrice e alunni, esponendo al pericolo bambini dai 4 mesi ai 3 anni e rendendo impossibile attuare il progetto educativo per cui si è impegnato al momento dell'iscrizione». In meno di 10 giorni, da quando è partita la sperimentazione, i genitori hanno raccolto migliaia di firme e fatto arrivare sul tavolo dell'Amministrazione esposti e diffide da tutti i Municipi. Si definiscono «indignati», ognuno di loro ha un esempio negativo, un racconto «al limite del paradossale» da sottoporre all’attenzione e riprovazione degli altri. Melissa Tanariva, mamma di Elena che frequenta il nido nel XIII Municipio, è la creatrice del gruppo WhatsApp e la pagina Facebook. La molla è scattata quando in un nido è rimasta «una sola educatrice con 20 lattanti, impossibilitata a cambiarli e dargli da mangiare». Melissa ha trovato tanti genitori pronti ad aiutarla. «Ogni genitore ha messo a servizio di tutti gli altri la propria professionalità. Ma il grosso del lavoro lo hanno fatto le mamme avvocatesse che hanno scritto la diffida e l'esposto». I genitori si sono suddivisi per municipio e organizzati per la raccolta delle firme nei vari nidi. «Siamo particolarmente orgogliosi e soddisfatti di noi stessi perché in soli 10 giorni - precisa Melissa - siamo riusciti a coinvolgere 160 nidi ed è a buon punto la raccolta nei rimanenti 40». Valentina Paiella è la mamma avvocatessa che ha redatto la diffida a Roma Capitale: «Come genitori abbiamo il dovere di tutelare i nostri figli e daremo corso a tutte le azioni necessarie, in ogni opportuna sede, per ottenere la revoca di una normativa ingiusta e lesiva dei nostri interessi. Siamo una rete indipendente che non ha contatti con sindacati e parti politiche». L’altra avvocatessa Francesca Trulli ribadisce che «la riorganizzazione del servizio è uno scempio che espone i bambini a grossi rischi e peggiora la qualità. Che succederebbe in caso di evacuazione per pericolo imminente come crolli, perdite di gas o acqua?». Come se non bastasse il Tar del Lazio ha pure annullato gli aumenti delle tariffe per gli asili nido capitolini per il 2014-2015 accogliendo il ricorso di 200 famiglie contro la delibera dell’Assemblea capitolina. L’aumento era previsto nel bilancio previsionale 2014». Laconico il commento di Masini: e pensare che le tariffe di Roma sono le più basse d’Italia.
Riforma degli asili nido, la rivolta dei genitori
Centinaie di firme contro il Comune: «I bimbi in pericolo. Scuola ridotta a parcheggio»
