Cosa non si farebbe in Campidoglio e dintorni in nome dell’integrazione dei rom, dei nomadi che hanno un «problema di riconciliazione con la città» perchè «accusati di essere quelli che vanno a rubare». L’ultima idea sfornata dalla giunta Marino è un capolavoro sbalorditivo, un mix perfetto di nonsense e provocazione, ammiccante e falsamente ammantato di falso candore,un’esilarante boutade da teatro dell’assurdo. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma Francesca Danese in visita nei giorni scorsi alla struttura «Best House Rom», il centro d'accoglienza in via Visso che ospita 288 rom di cui circa 150 minori ha proposto di impiegare i nomadi nella raccolta differenziata dei rifiuti e dei materiali in disuso abbandonati in città. «Dobbiamo fare un lavoro diverso, ridisegnare le politiche dell'accoglienza, parlare con le persone, vedere quali sono i loro bisogni». È un po’ quello che avviene con quei pochi diversamente abili che riescono a entrare nel mondo del lavoro grazie alle loro competenze e abilità. «I rom sono molto bravi nel recuperare nei quartieri i rifiuti e i materiali in disuso» ha detto l'assessore Danese - sarebbe importante, e questa cosa era già passata in commissione Politiche sociali, riuscire a dare la possibilità di fare un lavoro per la comunità e per la città di Roma, prendendo questi rifiuti e selezionandoli». Non c’è dubbio. E lo sanno bene i romani che assistono quotidianamente al rovistamento dei cassonetti della spazzatura dai tanti «frati» cercatori rom muniti di carrelli della spesa e ferri a uncino. E lo sanno pure quei concittadini che abitano a ridosso degli insediamenti nomadi e subiscono i miasmi di falò avvelenati. «Diamo una possibilità di inserimento lavorativo diverso - aggiunge Danese - In alcune zone si parla di roghi tossici, e allora troviamo un modo per far sì che i rifiuti che loro riescono a raccogliere e differenziare possano far nascere soluzioni lavorative ». «Macché siamo su Scherzi a parte?» ha commentato a caldo Alfio Marchini. «Roba dell’altro mondo» ha aggiunto il capogruppo di Fdi-An in Assemblea capitolina, Fabrizio Ghera. «Marino ogni giorno ne spara una più grossa dell'altra. Mancava solo questa idea folle. È gente capace di tagliare lo stipendio, mettere in mobilità e cassintegrazione i dipendenti capitolini per poi assumere i nomadi. Un sindaco geniale, una Giunta di geni». Non manca chi suggerisce altri lavori socialmente utili, come Dario Rossin, vicecapogruppo di Forza Italia in Campidoglio: «L'assessore Danese vorrebbe fare scouting tra i nomadi affidando loro la raccolta differenziata in quanto già bravi rovistatori di cassonetti. Il sindaco Marino premia chi provoca danni alla comunità. Siccome nei campi rom si trovano automobili rubate e loro ricambi, perchè non affidiamo ai nomadi anche l'autofficina comunale? Saranno abili meccanici». Come dargli torto?
«Nomadi per fare la differenziata»
Proposta choc dell’assessore Danese: sono bravi dobbiamo impiegarli
