Roma Capitale

L’ombra del «cartello» sull’appalto delle pulizie

Susanna Novellis.novelli@iltempo.it Al momento non è finita sul tavolo dell’assessore alla Legalità, AlfonsoSabella, eppure qualche ombra sul maxi appalto per le pulizie degli uffici comunali e...

Al momento non è finita sul tavolo dell’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, eppure qualche ombra sul maxi appalto per le pulizie degli uffici comunali e municipali meriterebbe di essere chiarita, prima dell’affidamento definitivo. Si tratta di un bando di gara per un totale di circa 35 milioni di euro, diviso in sette lotti alla quale hanno partecipato da un minimo di 35 a un massimo di 45 ditte, per importi suddisi a seconda del lotto che variano da 1,5 milioni a poco più di sette milioni. L’oggetto d’appalto è ambizioso: «Affidamento del servizio di pulizia per uffici, biblioteche comunali, centri sociali per anziani e pulizia e assistenza para-alberghiera nelle case di Riposo per anziani di Roma Capitale». Una procedura complessa, considerato che il bando si è chiuso nel giugno 2013 e deve essere ancora affidato. Una delle ditte vincitrici infatti è stata esclusa, sembrerebbe a causa di un’interdittiva antimafia, un’altra per mancanza di requisti. Cose normali, soprattutto in gare così complesse. Tuttavia osservando con attenzione le singole offerte in tutti e sette i lotti si possono notare delle particolarità, come ad esempio offerte al ribasso dell’1, del 2,7 o del 3%. Cifre che escludono automaticamente il concorrente dalla gara ma che aiutano a fare "punteggio" a chi fa un ribasso più alto. Ancora, cifre così basse, che corrispondono alle cifre poi più alte, si incontrano in alcuni lotti e sempre "a giro" per tre ditte. Una fa il ribasso più alto, le altre due il più basso e così via, a rotazione. Si tratta di cooperative apparentemente separate tra loro, due di esse è di fatto la prima volta che partecipano a un bando del Comune di Roma, ma basta una semplice ricerca anche su internet per scoprire che le tre ditte rappresentano un’Ati, anche importante, in Lombardia. Il deposito cauzionale per ogni singolo lotto che la ditta deve sborsare per partecipare alla gara va da 31mila a 141mila euro, a seconda del lotto di gara. Una bella cifra se si corre "a perdere". Coincidenze sulle qual’ tuttavia converrebbe almeno una verifica dell’assessore Sabella, se non altro per cancellare dubbi su un appalto così importante come quello che affida le pulizie della maggior parte delle strutture comunali, ovvero municipali.

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