Roma Capitale

«Attenti a Mc Donalds, stadio, centri commerciali e ritrovi ebraici»

L’ultima informativa Cresce l’allerta nei quartieri del centro storico. La questura intensifica i controlli e le verifiche su auto in sosta e cassonetti

Obiettivi diplomatici, istituzionali e di governo, uffici turistici, commerciali, linee di bandiera e compagnie marittime. Chiese e Sinagoghe, scuole, attività socio-culturali e quartieri dove risiedono francesi, israeliani, britannici, americani e cittadini di Paesi Nato. La strategia della difesa messa in atto dalla Questura di Roma non esclude alcun possibile bersaglio dei terroristi. L’ultimo avviso arrivato nei commissariati della Città Eterna dispone il rafforzamento del dispositivo di vigilanza e di controllo del territorio «in ragione della grave crisi internazionale in atto che vede i paesi occidentali esposti alla minaccia di derivante dal terrorismo di matrice jihadista e quaedista». Una vigilanza «assidua» è stata richiesta in prossimità anche di tutti gli esercizi commerciali gestiti da società americane come Mc Donald’s, Hard Rock Cafè, Blockbuster e Warner Village. Massima attenzione anche all’interno e all’esterno del porto, in prossimità della metropolitana Roma-Lido che collega il litorale con il cuore della città, delle fermate dell’autobus, dei centri commerciali, dei supermercati, dei cinema e dei multisala, dei teatri, degli impianti sportivi ma anche di ospedali e caserme. Controlli severi anche negli hotel, negli affitta camere e nelle strutture ricettive in generale con la verifica dei nominativi delle persone alloggiate attraverso le cosiddette «schedine alloggiati». Agli agenti è stato richiesto inoltre di sorvegliare il perimetro delle zone sensibili, comprese macchine parcheggiate nelle vicinanze o cassonetti dell’immondizia che potrebbero nascondere ordigni esplosivi. «I romani dunque possono stare tranquilli, anche in questo periodo», ha detto il prefetto Giuseppe Pecoraro a margine di un incontro sulla corruzione alla Luiss. «Ho chiesto 500 uomini in più su Roma, visto il momento straordinario – ha specificato -. Dopo l'attentato a Parigi abbiamo fatto una serie di attività preventive, vigilanza sugli obiettivi sensibili tra cui anche francesi. Siamo fiduciosi perché non abbiamo nessun segnale particolare anche se facendo parte dell'occidente siamo tra i Paesi a rischio, così come Roma e Città del Vaticano». Al prefetto di Roma il Sindaco Ignazio Marino e il presidente della Regione Nicola Zingaretti hanno scritto una lettera congiunta nel caso in cui l'incubo di un attentato terroristico dovesse trasformarsi in realtà, nonostante i controlli serrati. Gli ospedali e tutti i presidi sanitari della Città potrebbero non essere sufficienti ad accogliere eventuali vittime. Anche per questo è stata richiesta «la convocazione di un apposito comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, durante il quale fare il punto sul piano d'emergenza sanitaria che scatterebbe nel caso dovessimo fronteggiare una situazione di notevole gravità per la nostra cittadinanza». Un'iniziativa con la quale Marino e Zingaretti vogliono «confermare l’impegno a tutela della sicurezza dei cittadini e la capacità di tutte le istituzioni di rispondere all'altezza di ogni allarme. Ovviamente con l’augurio che questa nostra preoccupazione non abbia alcuna ragione di essere e che mai assisteremo a Roma a uno scenario così drammatico».

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