I minori egiziani sistemati lo scorso settembre nel centro di accoglienza di via Salorno, all’Infernetto, sono stati trasferiti in case di accoglienza dove a breve li seguiranno i coetanei più “agguerriti” arrivati da Tor Sapienza. Dopo le proteste, le riunioni in parrocchia e una visita del sindaco per evitare la guerriglia urbana e tentare una riconciliazione con i residenti preoccupati, i casali accanto al centro di cura per i malati di Alzheimer saranno liberati per l’inizio dell’anno nuovo. “Ieri mattina sono arrivato a scuola e l'operatore sociale che segue i dieci ragazzi egiziani iscritti al nostro corso elettricisti, mi ha comunicato che sono stati trasferiti in altri centri di Roma e per molti di loro sarà impossibile continuare a frequentare le lezioni - commenta indignato Dario Bensi, presidente dell’istituto Pier Paolo Pasolini, a Ostia, dove i minori andavano da tre mesi -. Tanti sacrifici, tantissimo lavoro, ottimi risultati: tutto in fumo. Integrazione, solidarietà sono parole finte per chi ha a cuore solo i profitti”. “Come già avevamo spiegato, la sistemazione nel centro di accoglienza dell’Infernetto era temporanea – spiega Emanuela Droghei, assessore al Welfare del X Municipio -. La cooperativa che gestisce la struttura aveva messo a disposizione gli spazi al dipartimento capitolino alle Politiche Sociale per il servizio bassa soglia accoglienza minori non accompagnati da agosto fino al 31 dicembre. I dodici minori arrivati per primi sono stati quindi collocati nelle case famiglia della Capitale, così come avverrà per i coetanei arrivati in via Salorno da Tor Sapienza”.
Profughi Tor Sapienza, i minori traslocano anche dall'Infernetto
Dopo le proteste i dieci giovani egiziani trasferiti in altri centri della Capitale
