Il sospetto dei carabinieri che indagano sulle multe "cancellate" al sindaco è che dietro la sparizione del suo permesso provvisorio denunciata proprio da Marino l’8 novembre, potrebbe esserci la stessa mano di chi il 12 agosto avrebbe fatto comparire il "pass" nella "lista bianca", retrodatandolo al 24 giugno, alla naturale scadenza dell’autorizzazione. La Procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di violazione del sistema informatico, al momento contro ignoti. Sarà il procuratore Nello Rossi a guidare gli investigatori in questa delicata fase d’indagine che potrebbe portare ad inaspettati colpi di scena. Ma tentiamo di ricostruire ancora una volta la vicenda che ha portato Marino a gridare al complotto invocando l’arresto degli autori della «falsificazione dei miei dati». LE MULTE BLOCCATE La Panda rossa intestata al sindaco è stata "pizzicata" dalle telecamere della Ztl a transitare senza permesso 8 volte, tra il 24 giugno e il 12 agosto. Quattro verbali sarebbero stati bloccati all’"ufficio notifiche". Dal Campidoglio confermano: nessuna sanzione è stata notificata al primo cittadino. La "sospensione", sempre secondo la versione ufficiale, sarebbe scattata con l’apertura del meccanismo di autotutela che coprirebbe automaticamente il periodo durante il quale la vettura ha violato i varchi del Centro abusivamente, con un "pass" retroattivo, a decorrere dalla data di scadenza del permesso annuale. L’AUTOTUTELA Ma per chi vale l’autotutela? Solo per il sindaco o anche per i comuni cittadini costretti a dover presentare ricorso, a pagamento, nel tentativo di non pagare le contravvenzioni? Proviamo a fare delle ipotesi. A) Il sindaco non è differente dagli altri romani: deve chiedere il rinnovo prima della scadenza e se lo dimentica ne paga le conseguenze. B) Non deve preoccuparsi del rinnovo del contrassegno perché la sua auto privata, a disposizione del Comune, diventa "auto-blu", e quindi è il Campidoglio a farlo per lui. Di conseguenza, se il Campidoglio dimentica di rinnovare il "pass" alla scadenza, scatta l’autotutela proprio perché l’errore è dell’Amministrazione. CHI USAVA LA PANDA? C’è un’ipotesi C: quella secondo cui la Panda perde la condizione di auto-blu quando il primo cittadino non è a bordo del mezzo per fini istituzionali. Domanda: chi guidava la Panda quando è stata "pizzicata" dalle telecamere della Ztl senza permesso? Il 26 giugno, prima multa, ore 11:58. In quel momento Marino partecipa a una cabina di regia per preparare l’incontro al Mef sul decreto Salva Roma; Due giorni dopo, altra violazione, ore 15:27. Nel primo pomeriggio inaugura la mostra "Il fregio svelato e il racconto della colonna traiana"; Il 3 luglio, terza multa, ore 11:43. Alle 11:45 l’agenzia di stampa Ansa, batte: «Il sindaco Marino e il presidente del Lazio Zingaretti sono arrivati a Palazzo Chigi per il tavolo con il governo in cui si discuterà del piano di rientro triennale del Campidoglio, previsto dal decreto Salva Roma. Il primo cittadino è arrivato in bici»; Il giorno seguente, alle 11:33. Difficile ricordare dove fosse, ma in quei minuti concede ai cronisti dichiarazioni sul progetto dello stadio della Roma a Tor Di Valle; Il 21 la sesta multa, ore 18:13. È il giorno dello sciopero dei lavoratori del Teatro dell’Opera e il Campidoglio è in allerta; Il 25 luglio il pandino viene registrato due volte dalla Ztl, alle 11:35 e alle 14. Il primo cittadino partecipa, quella mattina, ad un’iniziativa in II Municipio e proprio mentre la sua Panda viene rilevata, rilascia dichiarazioni sull’incontro al mef che avrà nel primo pomeriggio. Improbabile che si sia recato in auto nella sede del Ministero. D’estate, Marino, è un sindaco tutto, orgogliosamente, a pedali. Possibile, dunque, che fosse per otto volte passeggero o guidatore dell’utilitaria? Il dubbio è che la Panda fosse utilizzata da altri passando dal "blu" dell’auto istituzionale al rosso del veicolo privato. Se così fosse, allora, il meccanismo di autotutela potrebbe essere stato una forzatura. Un errore, anzi, presente sui doumenti dell’uffico multe, almeno fino al 6 novembre. Poi, lo stesso giorno, Augello presenta in senato un’interrogazione sul caso e l’8 la "lista bianca" sparisce dal file con tutto il permesso provvisorio. Resta il papocchio delle multe "cancellate" e un nuovo permesso, valido per un anno, a partire dal 21 agosto.
Il permesso eliminato dalla mano che l’ha creato
I sospetti degli investigatori sull’oscura vicenda delle multe cancellate al sindaco Marino
