Un dietro-front in piena regola, il Comune di Roma esce con le ossa rotta dal braccio di ferro con le famiglie «dei passeggini vuoti». Sono quelli lasciati, il 4 ottobre scorso, senza bimbi sulla piazza del Campidoglio da centinaia di mamme e papà durante la protesta contro l’aumento «a tradimento» delle tariffe dei nidi. Il provvedimento che il Campidoglio approvò a fine luglio, poi, è stato sospeso da una sentenza del Tar. E ora chi aveva rinunciato al posto a causa dell'aumento delle rette sarà riammesso in graduatoria. La decisione è emersa ieri in una riunione della Commissione Scuola: si tratta di quasi 800 posti. «Dopo la sospensione del Tar ancora una bella notizia - ha commentato Gianluigi De Palo, capogruppo della lista civica CittadinixRoma che ha promosso il ricorso al Tar - siamo riusciti ad ottenere che le famiglie che avevano rinunciato all'iscrizione a causa dell'improvviso aumento delle tariffe, potranno essere riammesse al nido. E ancora, chi aveva conseguentemente modificato la tipologia oraria potrà tornare a quella scelta precedentemente». L’ex assessore alla Scuola che aveva condannato la scelta del Comune di «fare cassa sulla pelle dei bambini» ha ribadito «l’assurdità di trovare i 5 milioni di euro previsti per la manovra con gli aumenti delle rete dei nidi» e invitato il sindaco e l’assessore Cattoi (peraltro assente alla commissione di ieri) di «fare una comunicazione ufficiale chiedendo scusa alle famiglie che continuano a brancolare nel buio in attesa di indicazioni». Da parte sua la commissione Scuola ha ribadito la necessità, comunque, di aumentare le tariffe degli asili nido e del trasporto scolastico ferme al 2000. «Si potranno far pagare di più le fasce di reddito più elevate, studiare eventuali sistemi di esenzione, ma gli aumenti sono inevitabili, visto il rischio di penalizzare in futuro Roma rispetto al resto d'Italia». La sospensiva dei rincari (e dello stop all’esenzione per il terzo figlio) sancita dal Tar, hanno ricordato i tecnici del dipartimento capitolino Servizi educativi e scolastici, causa al momento un mancato gettito di «circa 2 milioni di euro per l'anno in corso». Soldi su cui, ha precisato Alfredo Ferrari, presidente della commissione Bilancio, «lavoreremo nella manovra di assestamento», visto che almeno fino all'anno prossimo le tariffe resteranno quelle in vigore fino all'estate 2014. Il Campidoglio aveva ritoccato per il 2014-15 la quota mensile a 162 euro invece delle 146 previste fino a quel momento: si ripartirà da qui. Intanto sono stati sbloccati i fondi (305 mila euro) per avviare i lavori per la riapertura del nido «Il gallo Alfonso» nel XIV Municipio. Consentiranno di ospitare 90 bambini.
Nidi, 800 bimbi ritrovano il posto
Stop degli aumenti: di nuovo in graduatoria le famiglie rinunciatarie. Il Comune annulla pure la sospensione all’esenzione del terzo figlio
