Roma Capitale

Ultimatum del Comune ai B&B abusivi

Tre mesi di tempo per mettersi in regola ed evitare il sequestro. Stop a nuove licenze. Nel censimento della Regione uno su due è irregolare

Più di mille tra bed&breakfast e affittacamere abusivi, tutti concentrati in centro e, in particolare, nei quartieri di Trastevere, Monti e area del Vaticano. Ora Regione, Comune e I Municipio vogliono dire basta a nuove licenze nei quartieri già saturi e per far emergere l’abusivismo daranno ai titolari delle strutture tre mesi di tempo per mettersi in regola, pena il sequestro dell’immobile. L’abusivismo nella ricezione extralberghiera è dilagante. Il dato della Regione dei mille irregolari è infatti sottostimato perché la quota del 40% dell’extralberghiero non autorizzato è stata ricavata facendo un controllo sulle sole strutture pubblicizzate su Internet e confrontate con l’elenco in possesso del Comune. Il rischio, più che concreto, è che il numero dei non autorizzati sia addirittura superiore a quelli legali, che tra b&b e affittacamere raggiunge le 1. 450 unità. Una cifra impressionante se si considera che quelli irregolarI sono concentrati in pratica in tre quartieri importanti della Capitale. I controlli negli ultimi anni si sono intensificati ma hanno un limite oggettivo: quando i vigili suonano il citofono di una presunta struttura irregolare, di fronte al silenzio o al rifiuto di aprire non possono far altro che andarsene. Senza un mandato, infatti, la polizia municipale addetta ai controlli, non può entrare in un’abitazione privata. Da questa premessa l’idea delle istituzioni di porre un tetto massimo alle autorizzazioni, decretando in pratica lo stop al nascere di nuovi b&b in quei quartieri che già ne contano centinaia. Due gli obiettivi: far emergere il sommerso, dando la possibilità a chi gestisce strutture non autorizzate di mettersi in regola entro un tempo stabilito e dislocare l’extralbeghiero in altre zone, come ad esempio Ostia o anche quartieri della città più periferici ma magari ben collegati con il centro. Ci sta lavorando la Regione, che per fare ciò dovrà modificare l’attuale legge che regola il settore, insieme alla Commissione capitolina al commercio e al I Municipio. Di pari passo si sta pensando anche ad un inasprimento delle sanzioni per chi ignorerà la possibilità di mettersi in regola arrivando addirittura ad ipotizzare il sequestro dell’immobile dopo aver fatto scattare i sigilli. «L'Avvocatura deve studiare se questo è possibile - spiega il presidente della Commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti - di certo l’attuale regime sanzionatorio (una multa, ndr) non rappresenta un disincentivo al dilagare di questa forma imprenditoriale». Se tutto dovesse andare come immaginato, dunque, nel giro di cinque, sei mesi, chi ha in mente di aprire un b&b o un affittacamere dovrà farlo altrove rispetto ad alcune aree dei quartieri tipici (e chiaramente più redditizi considerate le esigenze dei turisti), mentre chi gestisce una struttura fuori dalle regole dovrà scegliere se mettersi in regola o continuare nell’illegalità a suo rischio e pericolo. «La nostra è solo un’idea e potremmo sbagliare a pensare che in questo modo emerga il sommerso - continua Corsetti - ma qualcosa bisogna pur fare di fronte al dilagare dell’abusivismo nel settore». Un abusivismo al quale è davvero difficile porre un freno. Quando le strutture vengono passate al setaccio dalle forze dell’ordine, quasi la metà risulta non regolare e tra le irregolarità riscontrate la più frequente è la mancata residenza del titolare del b&b che invece nella casa dovrebbe risiedere. Secondo gli ultimi dati, dall’inizio dell’anno sono state sanzionate in centro meno di 500 attività tra b&b, case vacanze, residence non autorizzati e affittacamere. Durante l’ultimo piano straordinario di controlli voluto dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma, sono state sanzionate 34 strutture ricettive su 49 ispezionate nella zona di Piazza di Spagna, Piazza Navona, Stazione Termini e Vaticano.

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