Roma Capitale

Mercati by night. Ponte Milvio fiuta l’affare

Servire pasti e bevande alletta gli operatori nelle zone della movida. Gli altri sono contrari: «Noi apriamo i banchi già alle 5 del mattino»

Aperti fino alle 22? «No, grazie». Gli operatori rimandano al mittente la proposta dell’Amministrazione di stare al passo con le grandi capitali europee dove i mercati osservano orari no stop. Dodici le strutture interpellate da «Il Tempo»: Testaccio, Esquilino, San Giovanni di Dio, Trionfale, Casalotti, Garbatella, Ponte Milvio, Piazza Irnerio, Laurentino, Centocelle, Piazza dell'Unità e Montesanto. In questi mercati già è stata fatta una prima ricognizione per capire le eventuali disponibilità alle aperture serali, ma il 90% degli operatori si è detto contrario. Qualche adesione in più c'è stata per Ponte Milvio, Piazza dell’Unità e Montesanto ma a condizione che si possa fare somministrazione. Tradotto, oltre ad acquistare la bistecca alla fiorentina o la bottiglia di vino, chi sta dietro al banco dovrebbe anche cucinare e servire il prodotto da consumare direttamente al banco. Una possibilità, del resto, messa nera su bianco nella nuova legge regionale dove si esclude, però, il servizio al tavolo da parte degli operatori dei mercati. Quindi, a fiutare l’affare che ne deriverebbe dall'ordinanza sarebbero quei mercati inseriti nei quartieri della movida. Anche se tra questi c'è chi si è già sfilato, come Testaccio o Garbatella. «Figuriamoci se resteremmo mai aperti fino alle 22 quando già di venerdì che facciamo l’orario pomeridiano al mercato non c’è nessuno», spiega il presidente della struttura, Massimo Attili. Alla Garbatella attendono da 12 anni l'apertura del nuovo mercato. «Forse bisognava prima pensare a questo», tuona Sandra Pagliari. Della stessa idea Marino Lorenzetti, portavoce degli operatori di Trionfale. «Stiamo faticando per ottenere l’adesione ad aprire fino alle 19, figuriamoci alle 22. Nessuno qui è disponibile, ma vi rendete conto che la gente apre il banco alle 5 del mattino, deve forse dormirci al mercato?». A Ponte Milvio e a Piazza dell'Unità, fiutano invece l'affare. A parlare per loro ci pensa Franco Giocchini, presidente dell'Upvad-Confcommercio che aveva richiesto questa opportunità all'assessore Leonori. «Si era detto che per alcuni mercati l’apertura serale poteva essere un’alternativa alla crisi, sempre che fosse stata subordinata alla somministrazione. È chiaro che per la maggior parte delle strutture, ubicate in quartieri non centrali o comunque non interessati alla movida, non può esserci interesse a restare aperti». Intanto stamattina oltre 500 venditori ambulanti si sono dati appuntamento a piazza Bocca della Verità per denunciare «i problemi mai risolti del settore». Tra le richieste, la lotta all'abusivismo, lo stop all'aumento dei canoni concessori, la riqualificazione dei mercati e nuove regole per il commercio a rotazione.

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