Dopo la prima bocciatura della linea C della metropolitana, il Ministero Infrastrutture e Trasporti non si fida più delle carte, e adesso vuole vederci chiaro. In prima persona. Così, la Commissione sicurezza ministeriale, che è tornata a riunirsi ieri su pressione del sindaco Ignazio Marino, ha programmato una serie di sopralluoghi e interventi sul campo: attraverso simulazioni realistiche dovrà convincere i tecnici governativi a dare il nulla osta per l’apertura ai passeggeri. E non si tratta di un processo che si esaurirà a brevissimo. Innanzitutto, la Commissione deve terminare la procedura di analisi della documentazione integrativa che ieri Atac, Roma Metropolitane e Consorzio Metro C hanno consegnato agli uffici di Porta Pia dopo i rilievi resi noti mercoledì dal Ministero, operazione che si concluderà non prima della metà della prossima settimana. Poi, inizierà la sessione di sopralluoghi, che vedrà gli ispettori ministeriali provare in prima persona il funzionamento della metropolitana. Secondo fonti interne al Dicastero, sarà «difficile ma non impossibile» concludere tutte queste operazioni entro la fine del mese di ottobre, come auspicato nel pomeriggio di ieri dall’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, e dallo stesso sindaco Marino. I rilievi del Ministero, consegnati mercoledì, rappresentavano problemi tecnici al software che impediscono ad oggi il regolare funzionamento della linea. Per far fronte a questi problemi, e aprire il prima possibile al pubblico, Atac ha presentato un dettagliato progetto per «mitigare» le problematiche, attraverso l’impegno di ben 190 addetti lungo sui treni e lungo le 14 stazioni del primo tratto da Pantano a Centocelle. Si tratta di 130 lavoratori di Atac, fra macchinisti e addetti di stazione, e 60 forniti dal Consorzio Metro C, che ha realizzato l’opera e conosce il funzionamento del cervellone informatico. Fra i punti principali del piano Atac, colpisce la necessità di portare a bordo dei treni driverless (senza conducente) dei macchinisti di riserva, in altre parole delle persone che, in caso di blocco del sistema, possano manualmente condurre il treno a destinazione, evacuare i passeggeri e riportarlo al deposito. Non solo. Tutte le stazioni sarebbero presidiate da personale Atac per dare assistenza ai diversamente abili, far fronte ad eventuali guasti di ascensori e scale mobili e tranquillizzare i passeggeri nel caso scattino i falsi allarmi-anti incendio. Allo stesso modo, tutti i computer sarebbero seguiti costantemente da più tecnici per evitare che gli errori informatici condizionino il trasporto. Altre persone dovrebbero essere schierate fuori dalle stazioni per dare indicazioni all’utenza. Ma Atac dove trova tutto questo personale operativo? Secondo fonti interne, diversi fra questi nuovi addetti alla linea C sarebbero stati recuperati fra i 323 impiegati messi in mobilità con la recente procedura di licenziamento collettivo, dovuta alla crisi economica che sta attraversando l’azienda. Nei loro sopralluoghi, gli ispettori ministeriali verificheranno anche che il personale sia stato adeguatamente formato e sia preparato a svolgere le mansioni assegnate.
Metro C, il ministero non si fida e invia gli ispettori
Entrano in campo i tecnici dei Trasporti dopo il rinvio dell’inaugurazione. Atac e imprese schierano una task force di 190 addetti. I tempi si allungano LEGGI ANCHE La procura indaga sui conti
