Roma Capitale

Dal Circolo degli Artisti al racket delle licenze

S’allarga l’inchiesta sul club dell’ex patron Cruciani. Nelle carte degli inquirenti collegamenti a Vigilopoli

Dall’inchiesta sul Circolo degli Artisti a quella sul racket delle licenze nel centro storico della Città eterna. Dai primi accertamenti eseguiti dalla polizia giudiziaria di Roma Capitale, coordinata dal sostituto procuratore Alberto Galanti, emergerebbero collegamenti tra la vicenda del club di via Casilina Vecchia e l’inchiesta Vigilopoli, aperta alla fine del 2011 proprio dalle denunce de Il Tempo. Più in particolare, una sottile linea investigativa unirebbe il noto locale notturno al più ampio capitolo d’inchiesta che sta cercando di far luce sul ruolo che avrebbero avuto tecnici capitolini e vigili urbani nel rilascio e nella gestione di pratiche burocratiche sospette riguardanti esercizi commerciali del centro storico, coordinata dai sostituti procuratori Laura Condemi e Ilaria Calò. Gli intrecci fino ad oggi accertati, e che potrebbero aver consentito al Circolo degliArtisti di prosperare per 18 anni su un’area comunale senza averne titolo, lascerebbero propendere verso un vero e proprio «sistema» che potrebbe aver favorito, nel corso degli anni, l’abusivismo e l’illegalità anche in altre zone della Capitale. Per ora, nelle mani della procura ci sarebbe solo la denuncia di un ex dipendente del Circolo degliArtisti, l’assegnazione sarebbe bastata per ottenere dall’Amministrazione licenze edilizie, di pubblico spettacolo e di somministrazione, trasformando il Circolo degli Artisti in uno dei più fiorenti club di musica live d’Italia, capace di incassare, nel solo 2012, più di un milione e ottocentomila euro. La mancanza di titoli rappresenta un’anomalia che non è sfuggita agli inquirenti, che oggi vogliono passare al setaccio tutto "l’affaire Circolo". D’altronde, agli atti del fascicolo, è finita un’informativa che sta cercando di far luce sui reati di abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e usurpazione di funzione pubblica. Poi c’è il ruolo che potrebbero aver avuto le conoscenze di Cruciani nel mondo della politica, in particolare i rapporti con l’area "democrat", in parte sottolineati dall’ex responsabile alla sicurezza del Circolo nell’esposto ai vigili urbani che ha portato all’apertura del fascicolo d’inchiesta. Intanto, dopo il primo blitz dei vigili urbani del Primo Gruppo al civico 42 di via Casilina Vecchia, seguirà nei prossimi giorni un secondo accesso, sempre alla ricerca dell’Eternit, che sarebbe stato sepolto, secondo il racconto dell’ex dipendente, sotto l’arena cinema. Mentre sul caso degli abusi che sarebbero stati commessi dall’ex patron Cruciani nella sua abitazione al quartiere Monti, in via Baccina, indagano i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio artistico, dopo l’esposto presentato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni culturali di Roma. Nella denuncia si parla anche di presunte irregolarità commesse sotto la quota stradale al civico 66 della stessa via, corrispondente alla galleria d’arte Baccina 66. L’appartamento di Cruciani dista dalla galleria appena qualche metro. L’ex patron del Circolo degli Artisti abita infatti al civico 69. Una coincidenza che potrebbe riservare a breve nuove sorprese.

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