Roma Capitale

Stop alla discarica 29 comuni nei guai

L’immondizia sarà trasportata ad Aprilia con più costi

La discarica di Colleferro da oggi non tratterà più con i rifiuti «non trattati» di 29 Comuni. Che dovranno quindi essere trasportati con i tir fino ad Aprilia, «con maggiori costi per circa 150 mila euro al mese a carico della Regione», quantificano il Comitato dei residenti e la Rete di tutela della Valle del Sacco, soddisfatti però per l'applicazione della sentenza del Tar che «ha sostanzialmente diffidato la Regione dall'effettuare una proroga oltre il 10 settembre» del sito di Colle Fagiolara. Un impianto che, fino a ieri, grazie all'autorizzazione dell'ordinanza «contingibile ed urgente» della Regione, ha potuto continuare ad utilizzare il sistema della semplice tritovagliatura dei rifiuti. Ossia l'operazione di pretrattamento che serve per separare le diverse categorie dell'immondizia, però «dichiarata fuori norma dalla circolare del 6 agosto 2013 del Ministero dell'Ambiente», ricorda il Comitato, promotore del ricorso al Tar contro «il deposito in discarica del rifiuto secco in uscita dal tritovagliatore, pari circa al 60-65%». Da oggi, invece, tutti i rifiuti non trattati dei 29 Comuni verranno «trasferiti in Tir di maggiore capienza per essere indirizzati presso l'impianto di trattamento meccanico-biologico di Rida Ambiente ad Aprilia- spiega RetuVaSa - La soluzione sembrerebbe provvisoria, per i prossimi 5 mesi. L'incapacità di programmazione produrrà un aumento dei costi a tonnellata di rifiuto, che sarà coperto dalla Regione«. Un conto finale da circa «150 mila euro al mese per la differenza di costo tra il conferimento in discarica a Colleferro e l'impianto di Tmb di Aprilia, 18 euro a tonnellata, tenendo come riferimento la produzione di rifiuto indifferenziato dei 29 Comuni nel 2013, che è stata di circa 100 mila tonnellate». Un surplus di spese, ammonisce Retuvasa, proprio perché «solo pochi dei 29 Comuni conferitori alla discarica di Colle Fagiolara hanno avviato seriamente la raccolta differenziata». Ma il trasferimento dei rifiuti non trattati verso Aprilia rischia paradossalmente di «pagarlo» in primis la cassa del Comune di Colleferro. «Per il meccanismo perverso del ristoro ambientale- conclude Retuvasa- il Comune si troverà con un buco di bilancio per il mancato introito derivante dai conferimenti in discarica, a parte quello derivante dagli scarti post trattamento del TMB di Aprilia, che dovranno tornare a Colleferro, dove ritorneranno per essere bruciati come combustibile da rifiuto, per avvelenare la nostra aria e quella delle comunità limitrofe».

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