Roma Capitale

Baraccopoli e camper sui terreni demaniali

L'emergenza può avere gli stessi protagonisti ma con tempi diversi, come accade a Tivoli, a una manciata di chilometri da Roma, nell'hinterland sempre più abitato, con sempre meno servizi e più...

L'emergenza può avere gli stessi protagonisti ma con tempi diversi, come accade a Tivoli, a una manciata di chilometri da Roma, nell'hinterland sempre più abitato, con sempre meno servizi e più problemi. Succede così che oltre alla famigerata baraccopoli di Stacchini ci siano anche insediamenti di nomadi che aumentano a seconda delle settimane, giusto il tempo di appesantire un bilancio sempre più negativo in termini di disagi e complicazioni. Le zone più colpite sono sempre le periferie, dove gli spazi per sostare con roulotte e camper di tutte le fogge sono più ampi e la permanenza è meno difficoltosa. La pallina in questa roulotte virtuale spesso cade sulla casella della sfortunata Tivoli Terme, che già ospita il campo nomadi più grande della zona. In questa particolare classifica ci finisce via Cesurni, a due passi dalla zona rossa dove il via vai si intensifica a fasi alterne. I residenti per manifestare disappunto e preoccupazioni si sono affidati anche ai social network dove i reclami non tardano mai ad arrivare. A colpi di post e foto condivise l'obiettivo è sempre lo stesso: trovare una soluzione nel breve o nel lungo termine, basta che arrivi e che li liberi dagli effetti collaterali subiti quotidianamente che si chiamano immondizia e roghi notturni, problema con cui sono alle prese negli ultimi tempi. Segue a stretto giro di posta via dei Bagni Vecchi, proprio alle spalle del quartiere baciato dall’acqua sulfurea, dove i residenti occasionali e non restano un nodo da sciogliere quanto prima. I comitati cittadini attivi da tempo si sono armati di petizioni e hanno organizzato manifestazioni e picchetti, che li hanno visti bloccare anche la via Tiburtina. Loro non si sono mai rassegnati e continuando a raccogliere centinaia e centinaia di firme indirizzate all’attenzione di sindaci e commissari prefettizi, che si sono seduti sulla sedia più alta del palazzo comunale, corredate dalle proposte più disparate. Tra le iniziative messe in piedi anche quella di separare la periferia dal resto della città, ma la spinta secessionista all’epoca si spense sotto i colpi delle promesse che alla fine sono rimaste disattese. Le grane però non riguardano solo la Superba ma anche la vicina Guidonia Montecelio, che resta spettatrice di andirivieni più o meno occasionali: in questo caso tra i posti preferiti per accamparsi c'è la zona che si trova dietro il centro commerciale, dove gli arrivi sono sporadici e sistematici al tempo stesso. A non far dormire sereni i guidoniani però è stato l'insediamento di via Donizetti, che si materializzato non molto tempo fa: decine di uomini, donne e bambini accampati su terreni demaniali. Il caso sbarcò anche in consiglio comunale, vista la delicatezza della situazione contrastata a colpi di esposti che qualche risultato alla fine l’hanno portato.

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