Roma Capitale

Un chilometro di romani in fila all’Ara Pacis

Chissà se una fila tanto lunga Augusto l’abbia mai vista davanti al suo altare. Quell’Ara Pacis che il Senato costruì per salutare degnamente il ritorno dell’imperatore dalla spedizione pacificatrice...

Chissà se una fila tanto lunga Augusto l’abbia mai vista davanti al suo altare. Quell’Ara Pacis che il Senato costruì per salutare degnamente il ritorno dell’imperatore dalla spedizione pacificatrice in Spagna e in Gallia, martedì sera è stata presa d’assalto da centinaia di romani, molti meno i turisti, accorsi per la mostra dedicata al bimillenario della morte di Augusto. Sicuramente tanta affluenza non se l’aspettavano neanche Sindaco e assessori, considerata l’unica data in programma per ammirare le facciate dell’Ara Pacis colorate come erano alle origini. L’apertura al pubblico con tre soli ingressi, dalle 21 alle 23, l’impossibilità di acquistare prevendite on line o tramite il centralino del Comune di Roma solitamente impiegato a tale scopo, e l’assenza di transenne a regolare la coda all’entrata, hanno mandato in tilt la mostra. Allo 060608, consigliavano di presentarsi con una mezz’ora di anticipo rispetto all’apertura della biglietteria: tutto inutile. Alle 20,30 spaccate la fila arrivavai oltre il muro, all’incrocio con via di Ripetta, dove proseguiva per altri trenta metri fino a rigirarsi lungo il perimetro della fontana e di nuovo dritta e più massiccia fino all’ingresso. Un serpentone lungo un chilometro e destinato a non esaurirsi, visto il nuovo stop alla biglietteria. In tanti quelli che, dopo ore di fila, hanno abbandonato . Un vero peccato e, si spera, una lezione della quale far tesoro per i prossimi eventi.

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