«Se il dato nazionale degli italiani che si possono permettere di andare in vacanza per almeno una settimana è già sconfortante, solo il 31%, infatti, riuscirà nell’intento vacanziero, la situazione diventa tragica per i cittadini romani che, per il 37,4% non andrà in vacanza perché non se lo può permettere. È questo il dato che emerge con tutta la sua forza in questi giorni di maltempo e che, unito al quadro d'insieme della qualità della vita dei cittadini della capitale completano un puzzle dai colori scuri». Così una nota di Federconsumatori Lazio. «Prima della crisi, infatti - aggiunge - erano molti i romani che volontariamente rinunciavano alle ferie perché da sempre la Capitale è meta di turismo e, quindi, per tutti i lavoratori del settore si avevano prospettive di forti guadagni per i mesi estivi. Ora, invece, anche queste prospettive di lavoro stanno sfumando (cali dallo 0,7% per i giorni di bel tempo fino al 10% per arrivare agli stabilimenti vuoti durante le giornate di maltempo con il conseguente calo anche dell'indotto). In compenso, sono aumentati tutti i costi relativi ai servizi: la tari +4%; il trasporto pubblico che non funziona e che costringe i cittadini della capitale a prendere i mezzi privati per raggiungere il proprio posto di lavoro, i servizi scolastici e quelli aggiuntivi come i centri estivi che arrivano a punte di 150 - 170 euro a bambino a settimana con il pranzo e non meno di 50 euro per mezza giornata, la sanità e servizi alla persona che gravano sempre di più per l’ormai cronica mancanza di "posti letto" (mesi di attesa per una visita specialistica ed il superticket sanitario stanno portando i cittadini di Roma a rinunciare alle cure sanitarie: a causa della crisi economica nel 2013 si è registrato un crollo delle visite mediche mentre 5 milioni di famiglie hanno rinunciato al dentista)». I cittadini della Capitale non solo non riescono più ad andare in vacanza, ma ormai, non possono quasi più permettersi nemmeno qualche ora di relax in città: una giornata al mare in stabilimento costa per una famiglia di 4 persone con due bambini dai 40 euro in su, una giornata in un parco divertimento dai 65 euro. «Sebbene le forme per risparmiare siano molte - prosegue l’associazione - è sempre più difficile trovare anche quel poco che basterebbe per una gita fuori porta soprattutto se si hanno esigenze particolari quali bambini piccoli, persone con disabilità o semplicemente persone anziane che non possono scegliere soluzioni poco comode». Ma nonostante tutto, anche per chi rimane in città durante il periodo estivo, non rinuncia ad almeno un giorno di «vacanza». Magari a km0, meglio in un’agriturismo vicino. Lo evidenzia Coldiretti che stima un italiano su 5 «in ferie» almeno un giorno e una notte. Non è molto ma sempre meglio di niente.
Le vacanze amare dei romani A casa uno su tre per la crisi
Resiste la gita di un giorno solo con spostamenti brevi e poco costosi
