Il piazzale è deserto e assolato. Niente negozi né segnali tangibili di altre attività. Qui, in questo piccolo angolo di mondo alla periferia di Roma sud, nel quartiere Villaggio San Francesco, si erge l’omonima chiesa, sorta sessant’anni fa a completamento della nascita di un centro abitato voluto da Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI. Segnato da un’origine umile, il quartiere non ha mai vinto la battaglia con i disagi sociali che molti dei suoi abitanti vivono ed è considerato ancora un quadrante «difficile». Don Stefano Bianchini, assegnato alla guida di questa comunità religiosa dal settembre del 2008, assieme al viceparroco don Edwin Nwachukwu e al collaboratore don Sylvestre Essomba, si dà un gran da fare per rendere la chiesa un punto di riferimento. «Il Villaggio San Francesco è un luogo dove è facile cadere nella trappola dell’illegalità e perder di vista i valori cristiani, - spiega – anche per questo cerchiamo di stimolare i cittadini a frequentare le iniziative parrocchiali affiancando a quelle strettamente religiose molte proposte sociali». Proprio in questi giorni fervono le attività. È partita l’organizzazione del Corpus Domini, una tre giorni in programma dal 20 al 22 giugno. «Sarà una bella festa, - continua il parroco – con concerti, cene e attività ludiche. Il quartiere ha fame di queste iniziative e le vive appieno. Sembra non si aspetti altro per dimenticare, anche solo per poche ore, la difficile realtà quotidiana». A San Francesco vivono poco meno di 1500 persone, la maggior parte over 65, anche se l’estensione della parrocchia va oltre i confini del Villaggio. «Siamo una comunità formata prevalentemente da persone anziane - dice don Stefano – anche se negli ultimi anni molte coppie appena sposate hanno deciso di venire a vivere qui. Quando il numero dei battesimi supererà quello dei funerali - scherza - stapperò una bottiglia di champagne!». Tra le molte iniziative, merita una citazione speciale quella messa in campo dal Centro d’Ascolto. Il gruppo, oltre a rendersi disponibile in colloqui volti a cercare soluzioni per le persone in difficoltà, ha lanciato un’iniziativa «pratica» che ha subito avuto un forte impatto positivo. Dopo aver fatto realizzare delle docce all’interno della struttura ecclesiale, i responsabili gestiscono ora una serie di appuntamenti durante i quali i senzatetto possono, in assoluta privacy, prendersi cura della propria igiene. Una grande attenzione è rivolta anche ai bambini. Grazie a degli insegnanti volontari, infatti, i ragazzi del quartiere possono usufruire gratuitamente di ripetizioni scolastiche. Le altre attività sono: il Gruppo Carismatico di Gesù Risorto, il gruppo Adulti formato e il Gruppo del Cammino Ecocatecumenale. Ma uno dei punti di forza della San Francesco d’Assisi è la «Chiesa in uscita». Una serie di attività che porta il cattolicesimo a domicilio. «Siamo molto felici di poter dare conforto anche alle persone che per motivi diversi non possono raggiungerci qui - spiega il parroco – siamo quindi noi a recarci da loro, per recitare insieme il rosario, per pregare e per ascoltare i loro problemi». C’è poi la soluzione intermedia, che sta riscuotendo grande successo. «L’abbiamo denominata "Le Tende" ed è una vera novità. Montiamo dei grandi stand sul piazzale e li utilizziamo per la messa e per le confessioni. Una sorta di "Chiesa on the road" che sta calamitando anche tante persone che avevano perso l’abitudine a frequentare la chiesa. Questo è un quartiere popolare - conclude don Stefano – scendere in piazza tra la gente è fantastico».
La chiesa? A domicilio e in tenda
Iniziative per andare incontro a chi non può o non vuole frequentare
