Roma Capitale

Scuole da terzo mondo e nessuno interviene

Cinquantaquattro istituti segnalati dai cittadini al consigliere regionale Fabrizio Santori

Scuole dissestate, sgarrupate, abbandonate e perfino occupate della Capitale: ora c’è un dossier. I dati li ha raccolti il consigliere regionale Fabrizio Santori, con il contributo del Comitato DifendiAmo Roma ma soprattutto grazie alle segnalazioni dei cittadini. Il panorama è desolante perché non è solamente un problema di decoro ma di sicurezza e dunque di serenità quotidiana, dei nostri figli che queste scuole le frequentano ma anche di noi genitori. Santori confessa di essere stato subissato di fax e mail e di aver visionato pure «fonogrammi inviati agli uffici competenti». «Quasi tutte le scuole soffrono di una manutenzione ordinaria carente. Nel dossier, però, vengono messi in rilievo però anche i casi che necessitano di manutenzione straordinaria. E sono presentati anche i casi di "scuola fantasma" cioè plessi terminati ma mai attivati, o i cui lavori sono iniziati ma mai portati a compimento» spiega Santori. E anche casi di istituti abbandonati e svuotati per fra spazio a cantieri, strutture inutilizzate che nel tempo sono state cannibalizzate e occupate. Ce n’è per tutti i gusti, sparse in ogni Municipio: nel dossier se ne contano cinquantaquattro ma sicuramente qualcuna è sfuggita all’elenco. E poi non compaiono quelle superiori (la cui manuenzione spetta alla Provincia) ma ci sono invece gli asili nido e anche quelle dell’infanzia. «La scarsa attenzione al problema non può non essere annoverata che tra i mancati interventi della politica» insiste il consigliere. «Le scuola hanno visto ridurre gli stanziamenti nella manutenzione ordinaria da parte di Roma Capitale e dei Municipi: ufficialmente a causa delle ristrettezze di bilancio, più realmente perché sono stati trasferiti fondi verso altre partite correnti di bilancio». Ma quali sono le problematiche più frequenti? Purtroppo l’indifferenza dei politici alle questioni scolastiche si evince dal fatto che sono inadempienti pure nelle «beghe» quotidiane come piccole infiltrazioni, lampadine mancanti, fili scoperti, bagni guasti, miasmi dalle fognature, . Naturalmente le macchie di umidità si allargano, i bagni si intasano sempre più ecc. e così il problemino si trasforma in «oggetto di una necessaria manutenzione straordinaria». Ma neanche questo scuote chi dovrebbe occuparsene. Il tutto si traduce con un’impennata delle cifre stimate per la riparazione. Quasi mai sotto i centomila euro spesso oltre i cinquecentomila. E oltre, come il caso della scuola elementare Alberto Sordi di via Taggia 70 (XIV M.) la cui riqualificazione e messa in sicurezza verrebbe a costare un milione e 250 mila euro. E per il plesso 94esimo Circolo didattico G. Parini di piazza Monte Baldo 2 (III Mun) addirittura un milione e 650 mila. Quasi 600 mila euro andrebbero spesi per la scuola elementare Trento e Trieste di via dei Giubbonari 91 (I mun.) E ben 950 mila euro per la scuola Caproni in via Tiburzi 2 (XI Mun.). Poi ci sono le incompiute come il Polo per l’Infanzia Muratella di via Pensuti (XI Mun.) uno scheletro da completare dal 2007. E quelle chiuse da anni come la elementare «Pozzi» in via delle Alzavole 21 (V Mun.) perché inagibile. O la «Angelo Mai» (I Mun.) via degli zingari 13 non fruibile eppure occupata. Le segnalazioni puntualmente restano lettera morta. Alla materna «Cocco e Drilli» di via del Casaletto 441 (XII Mun.) possibile presenza d’amianto, all’elementare Balabanoff (IV Mun.) crollano le mura, i pavimenti sono pericolosi ecc. Grave, gravissimo eppure nessuno si muove.

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