Roma Capitale

Tevere a ostacoli. Battello urta e va in avaria

Barcone con 15 turisti sbatte contro un oggetto semisommerso e rischia di finire nelle rapide

Un problema al battello e rischiano di finire nelle rapide del Tevere. Tragedia sfiorata ieri mattina a Roma, dove una comitiva di turisti tedeschi ha dovuto interrompere la navigazione sul fiume poco dopo la partenza dal molo dell’Isola Tiberina. Una volta giunto nei pressi di Ponte Garibaldi il natante ha urtato accidentalmente un corpo semisommerso che ne ha pregiudicato la guidabilità. Dopo l’urto il battello non ha risposto più ai comandi. Quando è stato agganciato dalla polizia fluviale era a circa dieci metri dalle rapide, trascinato dalla corrente del fiume. Con una manovra di emergenza, la polizia è riuscita ad agganciare il battello e ad ormeggiarlo, con non poche difficoltà, alla banchina. Una volta messo in sicurezza il natante, le 15 persone a bordo impaurite da quanto accaduto, sono scese senza problemi. Nessuno dei turisti, infatti, è rimasto ferito. Non è escluso che nell’impatto con il tronco si possa essere danneggiata l’elica o il timone e per questo motivo il battello non ha più risposto ai comandi. Questa ricostruzione, però, secondo l’amministratrice della Cooperativa di navigazione "Roma San Pietro", Antonella Coggiatti, proprietaria del battello «è completamente sbagliata. Intanto i turisti presenti erano 5 e non 15 - ha sottolineato - il battello è partito intorno alle 10 dal molo dell’Isola Tiberina e dopo pochissimo a causa di un problema ad un tubicino dove passa la nafta si è dovuto fermare. Il comandante ha deciso di non proseguire e si è fermato per far scendere i passeggeri. Non c’è stato nessun rischio e nessun pericolo. Non capisco da dove sono venute fuori queste informazioni». Dello stesso avviso il comandante del battello, Raimondo Battaglia, rintracciato all’interno del natante ormeggiato sulla sponda apposta del Tevere rispetto al molo di partenza. «Conosco questo fiume da 10 anni - ha raccontato il capitano - lo conosco come le mie tasche. Dopo qualche minuto dalla partenza mi sono accorto che il motore si era spento a causa di un tubicino che aveva la fascetta lenta e non lasciava passare la nafta. A quel punto ho deciso di fermarmi e con molta calma ho girato e mi sono buttato sul punto secco per fa scendere i turisti. Uno di loro mi ha anche fatto i complimenti per la manovra. Il caso ha voluto che fossero tutti ex marinai svedesi - ha aggiunto sorridendo - uno di loro mi ha anche detto di aver lavorato sull’Amerigo Vespucci. Non c’è stato pericolo per nessuno - ha poi concluso Battaglia - e non ci siamo neanche avvicinati alle rapidi». Il capitano ha poi aggiunto: «La polizia fluviale è intervenuta solo per aiutarci ad ormeggiare». Brutta avventura o no, l’imbarcazione dopo i fatti è ancora ormeggiata nei pressi di Ponte Garibaldi e le operazioni di recupero inizieranno non appena le condizioni della marea lo permetteranno. Per i turisti, poi, quindici o cinque che fossero, visto che il giro in barca sul Tevere non si è concluso, si sono visti restituire il costo del biglietto. A dirlo è l’amministratrice della "Roma San Pietro", che mostrandoci cinque ticket, ha spiegato: «Ecco questi sono i biglietti di cui abbiamo restituito i soldi».

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