Roma Capitale

Romena accoltellata e scaricata tra i rovi in una pozza di sangue

La ventenne forse è una prostituta e potrebbe conoscere l’aggressore

Massacrata a coltellate e abbandonata come un sacco dell’immondizia in strada, a ridosso del canale. «Aiutatemi, chiamate un’ambulanza», è riuscita a biascicare ad un passante finalmente accortosi di lei. Sono le 10 di ieri mattina quando Ana Mihaesu, 20 anni romena, riesce a farsi notare tra i rovi che delimitano l’incrocio tra via del Canale della Lingua e via Perseo di Cizio. Quando l’ambulanza la carica sulla barella per trasportarla a sirene spiegate al pronto soccorso del Grassi, le ferite d’arma da taglio quasi le esplodono al di sotto dei piccoli cerotti con i quali, a fatica, aveva forse provato a medicarsi da sola. E’ cosciente, ma ha profondi tagli al collo e all’addome. Non è chiaro se sia stato proprio il suo aggressore a tentare un primo soccorso e ad abbandonarla poi in strada, non appena compresa la gravità delle ferite, o se piuttosto non sia stata la giovane a tamponarsi i tagli e ad infilarsi un paio di pantaloncini ed un top puliti. Ai medici, prima di esser sottoposta ad una tac e ad una laparotomia esplorativa per verificare eventuali lesioni agli organi interni, racconta di esser stata stuprata. Solo la visita ginecologica, effettuata dopo un delicato intervento chirurgico per tamponare la ferita più grave all’addome, smentirà la sua versione. Perché la giovane abbia mentito è ancora da capire. Ricoverata in prognosi riservata nel reparto di terapia subintensiva, non ha mai perso conoscenza: la coltellata che le ha trapassato lo stomaco, provocandole la fuoriuscita di oltre due litri di sangue nella pancia, è monitorata costantemente. Chi l’ha ridotta in quel modo ha agito probabilmente qualche ora prima, magari in una zona distante da dove poi è stata abbandonata. Forse un cliente, forse il suo protettore: non è chiaro se Ana possa essere una prostituta come molte altre nella strada che costeggia il canale. Di lei, al momento, si sa solo che abita a Torre Maura. «Mi hanno scaricata lì», si è limitata a dire agli agenti della Squadra Mobile titolari delle indagini. Niente di più. Pare invece che la ragazza conosca bene l’identità del suo aggressore, ma che confusa e ancora spaventata, abbia preferito rimandare il colloquio con gli investigatori. Intanto tra i residenti della zona, dove è avvenuto il ritrovamento della ragazza, c’è rabbia e sgomento. «Siamo ad un passo da Casalpalocco e ad un semaforo dall’Infernetto - spiega Maria Elena - eppure siamo abbandonati dall’amministrazione sia locale che comunale. Via del Canale della Lingua fa paura: la strada è dilaniata dalle buche, cosparsa di immondizia abbandonata sul ciglio della carreggiata e la notte giovani donne si prostituiscono ricoperte dalla fitta nebbia che sale puntuale dal Canale. Siamo nel degrado più assoluto, ne parlavamo giorni fa con mio marito. E’ triste che sia successa una cosa simile, ma mi auguro che qualcuno si accorga finalmente delle condizioni di questa strada di certo non privata e fondamentale per il traffico locale». «Cosa devo dire? - sbotta un altro residente, Mario - Abito qui da 25 anni e non hanno mai fatto nulla. La via è costeggiata di ville, scuole private, un Casale e ristoranti. Eppure è abbandonata a se stessa, tra prostitute, rifiuti ed erba incolta».

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