Ritorno all'accoglienza, voglia di semplicità e di dialogo, questi i cardini attorno ai quali ruota l'azione della parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone, in via della Bufalotta. «È la gente che oggi desidera tutto questo più che strutture associative preformate - sottolinea il parroco, don Domenico Monteforte - Si desidera l'essenziale, l'ascolto, l'attenzione alle famiglie ma non solo come aiuto materiale: si è in cerca di spiritualità». Il quartiere oggi conta molte coppie giovani, complice anche il fatto che attorno al vecchio nucleo di abitazioni s'è costruito molto: «Ogni anno celebriamo circa 90 battesimi e una decina di funerali - continua - Questo dà l'indice esatto della composizione anagrafica». Ma in tempo di crisi economica insorgono problemi impensabili fino a poco tempo fa. «Ci troviamo a dover aiutare molte giovani coppie, professionisti, dipendenti, che non riescono più a pagare l'affitto, il mutuo o le bollette - continua il parroco - In effetti abbiamo notato che i grandi ostacoli per la gente non sono la spesa, cosa mangiare: risparmiano stringendo la cinghia e vanno avanti. La priorità è rappresentata da grandi emorragie di denaro per esempio per mantenere la casa. Qui interveniamo noi. E riguarda moltissimo gli italiani. Per non parlare della ricerca di lavoro. Tantissime le richieste. I problemi seri nascono con licenziati, disoccupati di 45-50 anni, magari anche con una grande esperienza alle spalle ma che l'età taglia fuori dal mercato». La parrocchia ha una lunga storia. Esiste già come primo nucleo nel 1962, in questo territorio che oggi costeggia il Gra, nato da edilizia abusiva. Intitolata a San Domenico perché qui i primi frati presenti erano domenicani. L'istituzione reale è nel 1974, prima in un piccolo locale all'incrocio fra la via Bufalotta e via di Casal Boccone, «dopo in un locale più grande al piano terra di un palazzetto. Nel 1985, con la crescita della zona di Cinquina, si decise di dividere il territorio parrocchiale in due - racconta il religioso - San Domenico fu portato lì, mentre qui rimase con l'intitolazione alla Madonna delle Grazie per l'alto numero di devoti di Padre Pio e per un'immagine della Madonna delle Grazie all'incrocio Bufalotta/Casal Boccone». Don Domenico Monteforte, ordinato nel 1986, è rimasto sempre in zona, prima come viceparroco a Sant'Alberto Magno e comunque insegnante di religione negli istituti di zona. L'area la conosce bene da oltre 30 anni. Approda come parroco a Santa Maria delle Grazie nel 1997 ed è lui che dà l'avvio alla nuova chiesa, inaugurata nel 2010, consacrata dal cardinale Vallini, nel programma «50 Chiese per il 2000». «Siamo come un pronto soccorso per l'ascolto e l'aiuto - conclude - Ospitiamo anche l'associazione San Filippo Neri che prepara mensilmente circa 60 pacchi alimentari. A noi piace il confronto, capire le situazioni, aiutare in maniera mirata e non con interventi a pioggia. Vanno poi molto bene i gruppi di preghiera come il carismatico. Abbiamo avuto successo, oltre ogni aspettativa, con i giovani. Il nostro campo di calcetto ha una settantina di bambini iscritti. Le famiglie e i ragazzi hanno desiderio di un luogo dove incontrarsi e divertirsi, senza le sovrastrutture di una scuola calcio o associative. Semplicità. Adesso pensiamo alla pallavolo». Ad affiancare don Domenico, il viceparroco don Vincenzo Sarracino, nato a Milano ma da famiglia di Benevento, «una vocazione tardiva, a 51 anni» come lui stesso racconta. Altro motore forte e instancabile della parrocchia, come raccontano in tanti.
Il «pronto soccorso» dell’ascolto
Don Domenico: famiglie e ragazzi vogliono incontrarsi con semplicità
