Neanche il tempo di archiviare la condanna a 8 mesi per l’impresario di pompe funebri che riempiva con la lettiera del gatto le urne funerarie che, nelle aule del tribunale, spunta un caso identico, con un altro becchino che intascava i soldi per la cremazione di salme che rimanevano nella camera mortuaria del cimitero Flaminio, abbandonate a se stesse. E dire che l’urna (riempita con banalissimo terriccio) era stata tumulata nel cimitero con tanto di funerale ufficiale tra le lacrime dei parenti. Peccato però che Avdo Spahic – operaio dell’agenzia funebre "La Venezian" non aveva mai portato il corpo della signora deceduta nella camera crematoria, limitandosi a falsificare gli atti da consegnare ai parenti e abbandonando il sarcofago al suo destino; sarcofago che nella camera mortuaria ci sarebbe rimasto chissà quanto tempo se non fossero intervenuti dei controlli straordinari da parte dei funzionari del cimitero ( eseguiti dopo uno scandalo analogo scoppiato al campo santo di Prima Porta) che hanno censito le bare presenti. Quindi la telefonata ai parenti di B.S. - che nel procedimento sono assistiti dall’avvocato Massimo Aureli – e il nuovo funerale: lacrime e strazio supplementari per 850 euro.
Terriccio nell’urna cineraria. Un altro becchino-truffa per il caro estinto
Neanche il tempo di archiviare la condanna a 8 mesi per l’impresario di pompe funebri che riempiva con la lettiera del gatto le urne funerarie che, nelle aule del tribunale, spunta un caso identico,...
