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Il pulmino lo dimentica. Ragazzo autistico lasciato solo per ore

Ha aspettato invano davanti alla scuola, senza che i responsabili del trasporto disabili del Comune di Roma abbiano avvertito genitori o insegnanti

Il pulmino lo dimentica. Ragazzo autistico lasciato solo per ore

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Un ragazzo autistico di 15 anni lasciato ad aspettare invano davanti alla scuola, senza che i responsabili del trasporto disabili del Comune di Roma abbiano provveduto ad avvertire genitori o insegnanti. Tornano nell’occhio del ciclone la Multiservizi e il suo servizio scolastico per i diversamente abili, a pochi mesi dal caos di settembre, quando per almeno 15 giorni la riforma del settore ha mandato in tilt tutto il sistema, salvo poi costringere l’amministrazione ad un rapido dietrofront.

Vittima dell’ennesimo disservizio è stato stavolta Tommy, il giovane protagonista del libro «Una notte ho sognato che parlavi», scritto da suo padre, il giornalista de La Stampa Gianluca Nicoletti. Che al termine di due ore di terrore, appreso del ritorno a casa del ragazzo, ha postato sui social network tutta la sua indignazione di genitore: «Perché i disabili sono considerati sempre come dei pacchi dai nostri amministratori? Da oggi per me è guerra». In sostanza, i funzionari della Multiservizi ieri mattina avrebbero dato ordine di andare a prendere Tommy a scuola a un operatore diverso dal solito. Ma il pulmino all’Istituto d’Arte di via Pinturicchio non è mai passato, lasciando il ragazzo e il suo insegnante di sostegno ad aspettare senza che nessuno si facesse vivo. Così lo scrittore è stato costretto a chiedere un favore a una persona di sua fiducia per andare a riprendere in taxi il figlio.

Raggiunto telefonicamente, Nicoletti non ha risparmiato attacchi: «Non sarò tranquillo finché non saprò che mio figlio non ha ricevuto danni da questa esperienza – spiega – Purtroppo i ragazzi autistici hanno bisogno di una ritualità maniacale. In caso di traumi, possono essere soggetti a choc che possono portare anche alle convulsioni. Possibile che gente che dovrebbe essere specializzata non capisce queste cose?». Dopo la brutta avventura, la voglia di tornare a combattere: «Questa non è una città a misura di disabile, che vengono trattati alla stregua dell’immondizia. Non votano? Forse no, ma le loro famiglie sì». Poi il pensiero ai tanti genitori «carneadi»: «Io ho la fortuna di essere un giornalista, vengo letto, ascoltato. Ma chi questo privilegio non ce l’ha? Quanti altri episodi così accadono ogni giorno?».

L'assessore capitolino ai Servizi Sociali, Alessandra Cattoi, si è subito attivata attraverso i suoi uffici per capire cosa sia successo. Sia il Dipartimento che la Multiservizi tuttavia hanno negato che ci siano modifiche in atto al piano di trasporto per i disabili che, come ha specificato anche Nicoletti, hanno bisogno di una continuità anche umana per non compromettere la delicata psicogia dei ragazzi.

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