Roma Capitale

Mecci: «Doppio incarico ma senza compenso»

Dottor Mecci, Lei è stato chiamato alla guida di Cotral Patrimonio spa, di fatto in liquidazione, perché dare vita a una riorganizzazione della macrostruttura, con tanto di promozioni che poi un’altr...

Dottor Mecci, Lei è stato chiamato alla guida di Cotral Patrimonio spa, di fatto in liquidazione, perché dare vita a una riorganizzazione della macrostruttura, con tanto di promozioni che poi un’altra società si troverà a dover mantenere, magari senza averne necessità? «Io svolgo il mio ruolo di Amministratore Unico, nominato in quanto dirigente regionale, in regime di spending review, senza alcun compenso. Quando ad agosto mi sono insediato ho trovato delle fortissime criticità amministrative, burocratiche e gestionali. Considerata la volontà espressa dalla giunta regionale di arrivare alla fusione tra Astral, Aremol e Cotral Patrimonio, non ancora trasformata in atto legislativo, ho proceduto a una razionalizzazione dell’azienda per renderla più snella e più efficiente per il percorso che verrà individuato con atto legislativo. È improprio parlare di promozioni in quanto nessun dipendente ha cambiato categoria né inquadramento professionale, si sono rettificate semplicemente alcune "fasce" di retribuzione in base alle competenze già svolte da alcuni, e non valutate, e ad altre competenze di nuova attribuzione. Tutto ciò riguarda i quadri, non i dirigenti, che sono in tutto 4» Il suo mandato in Cotral Patrimonio scade il 31 dicembre, rimarrà? «Non dipende da me. Io posso dire di aver lavorato alacremente, in un ambiente difficile e complesso. Cotral patrimonio, fornendo servizi a Cotral spa, economicamente dipende da quest’ultima, di cui è nota la situazione. Considerata la generale crisi del comparto, si capisce come Cotral Patrimonio sia un’azienda sempre in sofferenza. Nonostante ciò, sono pronto a continuare il mio lavoro, forte dell’esperienza e della conoscenza dell’azienda maturate, se il presidente Zingaretti, a cui rinnovo la mia disponibilità, lo riterrà opportuno». Veniamo a Cotral Progetti, perché nominarsi presidente? Di fatto è una controllata della società che lei guida. Perché azzerare il Cda? «Cotral progetti è una società consortile i cui soci privati (40%) sono stati individuati tramite procedura pubblica. Avendo riscontrato nella società un debito pregresso di 750.000 euro, ho ritenuto che il modo migliore per risanarla, fosse, applicando la spending review, di assumerne la presidenza affiancato da due funzionari interni con specifica competenza. Sono totalmente estraneo a vicende che riguardano Lazio Ambiente che, qualora fossero confermate, sono ascrivibili al 2012». Alla Pisana hanno chiesto di fare luce, se richiesta andrà in audizione in commissione? «Ieri ho inviato una comunicazione al consiglio regionale per manifestare la mia totale disponibilità a fornire chiarimenti con documentazione alla mano». Cosa pensa dell’Agenzia unica della Mobilità? «Ritengo buono il progetto di una regia unica nel Tpl regionale poiché un coordinamento complessivo di tutto il comparto è fondamentale. La bontà dell’operazione dipenderà dal potere giuridico-amministrativo e quindi dalla facoltà di dare degli indirizzi cogenti alle altre realtà operanti nello stesso scenario e da quello finanziario di cui sarà dotato il nuovo soggetto».

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