Nei 6 ospedali dell'Asl Rm G, come nel resto della Regione, continua ad essere bloccato il turn-over del personale, ma i turni "a gettone" costano forse più cari delle assunzioni vietate: nel 2013 si sono spesi 2 milioni di euro per le "attività aggiuntive". Ossia per la retribuzione di quei turni di guardia coperti «in regime di attività libero-professionale fuori dal normale orario di servizio» per i medici (60 euro lordi l'ora) ed infermieri e tecnici (22). Nell'azienda sanitaria più estesa del Lazio, dove mancano 90 medici, 150 infermieri e 240 operatori tecnici e sanitari, da anni vi è «l'impossibilità di assumere personale o sostituire quello non disponibile» a causa del blocco e, per «non interrompere il pubblico servizio», solo quest'anno sono stati spesi complessivamente 2 milioni di euro oltre ai costi dei normali turni di lavoro straordinario, che hanno un tetto al monte orario mensile invalicabile. L'Asl Rm G, che conta un organico di 1740 operatori sanitari, 613 fra medici e veterinari, 332 tecnici, 385 amministrativi e 79 dirigenti, ha infatti gravi carenze nei reparti più delicati. La spesa più ingente (976 mila euro) è stata quella per pagare i gettoni agli anestesisti-stacanovisti: su 87 medici previsti "c'è una carenza di 43 unità". E, per non far "spegnere" le Radiologie, invece, dove mancano complessivamente 27 medici e 43 tecnici, l'Asl Rm G ha corrisposto quest'anno 428 mila euro di "attività aggiuntiva" ai 24 radiologi e ai 41 tecnici disponibili h24 (che, negli ultimi 3 anni, sono costati complessivamente oltre un milione di euro di aggiuntive). Ma, nel conto finale, incidono anche i gettoni per assicurare il servizio di dialisi sia a Colleferro che a Subiaco: all'Angelucci, che non ha nefrologi, da ben 6 anni opera un'equipe in trasferta da Tivoli, che costa 422 mila euro l'anno di integrale attività aggiuntiva. Nel marzo 2012 il direttore generale dell'Asl, Nazareno Renzo Brizioli, annunciò il via all'addestramento "di una squadra di infermieri dell'ospedale di Subiaco per abbassare i costi ed evitare così l'invio giornaliero di operatori da Tivoli" ma, un anno dopo quell'aggiornamento, continua l'andirivieni dal nosocomio tiburtino. Stesso viaggio, ma al contrario, sono costretti a fare da un mese oramai i degenti dell'ospedale di Subiaco che devono sottoporsi ad una Tac. Da fine novembre, infatti, è fuoriuso la vecchia strumentazione dell'Angelucci, che risale al 2001, e i fin troppo pazienti devono farsi 90 chilometri in navetta (con costi aggiuntivi per ambulanza, autista ed infermiere) per andare a Tivoli e tornare solo per fare una tac o un'ecografia. Ma l'attività aggiuntiva quest'anno ha coperto anche i buchi in organico al Dipartimento mentale dell'Asl (mancano 67 operatori), al reparto di Ostetricia e al Pronto soccorso di Palestrina (persi 4 medici) e Subiaco (-2).
Per i medici a gettone buttati 2 milioni
Sperpero di denaro pubblico all’Asl RmG a causa del blocco del turn over