Roma Capitale

Assunzioni senza concorso Assoporti: «Si può fare»

L’associazione smonta le accuse del Pd

CIVITAVECCHIA Autorità Portuale nell’occhio del ciclone. Lo dimostra la bufera che si è abbattuta su Molo Vespucci, un polverone alzato dal Pd e subito smontato da Assoporti, l’associazione dei porti italiani, che sottolinea la regolarità delle procedure di assunzione all’interno di Molo Vespucci, rispedendo al mittente le accuse. Il partito dell’ex sindaco Pietro Tidei torna alla carica con una interpellanza urgente presentata dal parlamentare Marietta Tidei e sottoscritta da altri 35 deputati del partito, rivolta ai ministri dei Trasporti Lupi, a quello dell’Economia e a quello della Pubblica Amministrazione, sulle assunzioni, almeno 24, che sarebbero avvenute nel 2011 «senza evidenza pubblica, come invece dovrebbe essere - hanno aggiunto - trattandosi di un ente pubblico». Che sia stranamente arrivata dopo la caduta dell’amministrazione Tidei sarebbe casuale, per il Pd «perché - ha spiegato il segretario Longarini - ci stavamo lavorando da tempo». Ma Assoporti parla di «un’interpellanza che poggia - hanno sottolineato - su presupposti che, almeno in un caso, peraltro di assoluto rilievo ai fini delle conclusioni degli interroganti, sono palesemente erronei». Spiega come «l’assunzione del personale viene effettuata in conformità alle leggi sull’impiego privato. Essa può aver luogo mediante selezione per titoli e/o per esami, ovvero per chiamata diretta in caso di particolari esigenze e caratteristiche professionali e specificità delle funzioni da coprire». Perché le autorità portuali sono un ente pubblico non economico, ma si applica il contratto di lavoro di diritto privato. Tanto che, a giugno ha diffuso alle Autorità Portuali associate il documento "Linee guida sulla costituzione di rapporto di lavoro del personale dipendente delle Autorità Portuali" dove non viene messo in discussione il possibile ricorso a procedure di assunzione per chiamata diretta, qualora sussistano le condizioni, soprattutto perché «il rapporto di lavoro del personale delle Autorità Portuali - hanno concluso - è di diritto privato». «Vogliamo chiarezza e trasparenza» hanno aggiunto dal Pd. Forse oggi la risposta del ministro Lupi. Il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti si dice sereno «circa l’operato dell’amministrazione, che ha agito nel pieno rispetto delle norme. Anzi chiederò che il ministero - ha aggiunto - verifichi subito la correttezza delle procedure messe in atto e che sono già state vagliate dal collegio dei revisori dei conti, composto da figure nominate dagli stessi ministeri».

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