Una storia dell’altro mondo e di almeno un paio di secoli fa successa invece l’altro giorno, alle propaggini della Capitale. Che non corra buon sangue tra i serbi e i macedoni è cosa nota. Tra i rom delle due etnie scoppiano spesso risse per motivi più o meno futili. Al centro di quella che si è scatenata al campo di Ciampino c’è invece una ragazzina di origine macedone di 16 anni, come hanno subito appurato i Carabinieri della Tenenza di Ciampino, intervenuti a sedare la lite fra le due fazioni. La ragazza domiciliata nel campo di Ciampino, tre anni fa, era «andata in sposa» ad un ragazzo del campo di Castel Romano, di origini serbe, di due anni più grande di lei. L’accordo era stato stipulato, come è usanza, tra le famiglie. La ragazzina però ha deciso di rompere il patto perché «non ne poteva più di vivere con la famiglia acquisita». Sembra che la costringessero a rubare sugli autobus o nelle vie del centro in uno stato di soggezione psico-fisica molto simile alla schiavitù. La poveretta s’è ribellata chiedendo di tornare dalla famiglia di origine. Il marito e il suocero si sono ribellati e sono tornati a «riprendersela». Sono stati i Carabinieri a ricostruire la vicenda ed accertare che la famiglia acquisita, costringeva la minore a rubare considerandola come un oggetto di loro proprietà. Per questo motivo i militi della Tenenza di Ciampino hanno sottoposto a fermo di p.g. i due uomini per riduzione in schiavitù ed hanno accompagnato la ragazza in una comunità di accoglienza su disposizione del Tribunale per i Minorenni. La notizia della sedicenne contesa tra due famiglie, andata sposa a soli tredici anni ridotta in schiavitù all’interno di una realtà degradata e tribale ha lasciato interdetta l'avv. Maria Pia Capozza, presidente dell'Associazione Giovanna d'Arco Onlus che ha scritto in una nota: «Al di là delle differenze culturali e del rispetto per le culture diverse non possiamo non sottolineare che ad una bambina è stata strappata l'infanzia e con essa il diritto al gioco, all'amore, ad un sano sviluppo della sessualità ed alla dignità». L’associazione Giovanna d’Arco condanna «ogni forma di sfruttamento dell'infanzia ed a maggior ragione di abuso sessuale su minori». Questi stessi temi sono stati rilanciati qualche giorno fa dall'Associazione Giovanna d'Arco Onlus, da anni impegnata sui temi salvaguardia e diritti dei minori a sostegno della famiglia,in occasione della giornata internazionale dell'Infanzia attraverso il convegno internazionale «Educare attraverso il gioco».
Sposa-bambina contesa Lite al campo La Barbuta
La 16enne rom obbligata a rubare torna a casa Marito e suocero se la riprendono con la forza
