Roma Capitale

«Solo il commissariamento può salvare Roma»

di Sveva Belviso* Infuria la battaglia nell'aula Giulio Cesare. Siamo qui a prendere la parola a turno per mandare a casa Ignazio Marino. Il bollettino di oggi (ieri ndr) segna un tradimento nella...

Infuria la battaglia nell'aula Giulio Cesare. Siamo qui a prendere la parola a turno per mandare a casa Ignazio Marino. Il bollettino di oggi (ieri ndr ) segna un tradimento nella fila dell'opposizione: i grillini in pratica stanno col sindaco e col Pd. Il loro leader romano, Marcello De Vito, peraltro molto simpatico e cortese nei rapporti personali, politicamente più che a Grillo somiglia a Clemente Mastella: ha la stessa grinta rivoluzionaria dello statista di Ceppaloni. Chissà se Grillo e Casaleggio lo sanno, e che cosa ne pensano. Noi del centrodestra abbiamo emendamenti ovunque. Nelle cartelline, negli zaini, nelle borsette. Stamattina mio figlio di tre anni mi ha chiesto cos'è un emendamento, l'ho guardato negli occhi, gli ho dato un bacino e gli ho detto: tesoro mio, un giorno certamente mamma te lo spiegherà. Intanto abbiamo capito la tattica della maggioranza. Costoro, in grave difficoltà, stanno creando delle creature mostruose, mitologiche: gli emendamenti killer. Sono concepiti come cavallette divoratrici: hanno come unico scopo quello di distruggere con una furbata quelli che abbiamo preparato noi, ordini del giorno inclusi. In sostanza, ci vogliono fregare. Dicono di essere sicuri di farcela. Ma ci sarà molto da combattere. E sarà una battaglia durissima. Il sindaco Marino intanto scappa. Ieri, io che detesto la violenza, ero dispiaciuta - molto - per quanto accaduto. O meglio, per quanto sembrava fosse accaduto: perché un video in rete ha chiarito tutto. La gomitata a Marino non è mai esistita. Nell'episodio, provocato dall'esuberanza di Rossin, quella del sindaco è stata una clamorosa simulazione. Marino è come quei calciatori che appena sfiorati si buttano a terra invocando il calcio di rigore: andrebbe ammonito dall'arbitro. Rappresenta il peggio del malcostume nazionale. Qualcuno della maggioranza cerca sottobanco di parlarci, di contattarci. Credono che promettendoci qualcosa, qualche delibera che politicamente potrebbe in teoria starci a cuore le cose possano cambiare. Ma noi non molliamo di un millimetro. Io penso realmente che il commissariamento del Comune di Roma sia l'unico modo per evitare il default. Questo Bilancio di Marino ha alcune poste non suffragate da situazioni reali. C'è molto di posticcio, soprattutto sul fronte delle entrate stimate. Così si corrono rischi. Un Commissario invece farebbe le cose molto meglio. Continuano intanto le pressioni sui ministri del governo perché intervengano su di noi per ammorbidirci. Ma non esiste. Resisteremo fino all'ultimo. Noi abbiamo una missione fondamentale: liberare Roma dall'incredibile Ignazio Marino.

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