Roma Capitale

Clochard a rischio «Attila»

Termometro in discesa nella Capitale, dove lunedì è atteso Attila, un nucleo di aria gelida artica che porterà la colonnina di mercurio a segnare fino a 10 gradi in meno rispetto a oggi. Informazioni...

Termometro in discesa nella Capitale, dove lunedì è atteso Attila, un nucleo di aria gelida artica che porterà la colonnina di mercurio a segnare fino a 10 gradi in meno rispetto a oggi. Informazioni preziose se esistesse ancora un minino senso civico e sociale che, a qualche giorno dall’inizio dell’ondata di maltempo, rischia di nascondersi invece sotto la coperta calda dell’indifferenza. Un dettaglio banale forse per alcuni, vitale invece per le decine di senza tetto in balìa di pioggia, vento, freddo. Ieri una prima probabile vittima carbonizzata in una baracca. Non vorremmo ne seguissero altre. Il Campidoglio però tace. Una protezione civile ridotta all’osso e un assessorato al Sociale evidentemente distratto non hanno ancora annunciato le misure del piano «anti freddo» che prevede, almeno, l’apertura notturna delle stazioni della metropolitana. Se, forse, per montare le tensostrutture nei Municipi si può aspettare ancora qualche giorno, per fornire l’assistenza minima, come quella appunto di garantire un riparo notturno no. Non si può aspettare. Almeno questo, assessore Cutini e sindaco Marino. Sempre attenti ai bisogni dei più deboli, almeno negli intenti dell’azione amministrativa prima ancora che politica, rischiate di dimenticare proprio i più deboli di tutti. Quelli che non hanno neanche una baracca ma solo qualche coperta offerta dalle associazioni di volontariato. Per loro dormire nelle stazioni della metropolitana significa sopravvivere alla notte. Un impegno civile che va oltre ogni ideologia, politica ed economica.

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