ARDEA Da dieci giorni non si trovano più antibiotici, antipiretici e antidolorifici nelle farmacie comunali. L’influenza è arrivata ma i sessantamila residenti sono obbligati a non ammalarsi perché il Comune non ha soldi. Non ce la fa a pagare gli arretrati e così manca il conquibus per acquistare le medicine. Risultato? Chi si becca i virus di stagione, incappa in uno stiramento, è alle prese con mal di stomaco e mal di denti è costretto ad andare nelle farmacie private. In quelle comunali, a Nuova Florida, Tor San Lorenzo e Montagnano, gli scaffali sono semivuoti. Solo i farmaci salvavita sono assicurati. Non mancano neppure Viagra e Cialis che qui, in questa cittadina di uomini veri, pare non vengano richiesti. Le medicine più comuni invece non ci sono. I rifornimenti avvengono col contagocce perché col contagocce vengono salda le fatture. «È una situazione che va avanti ormai da troppi mesi - racconta il Pasquale C., pensionato residente della Nuova Florida - Da agosto scorso assistiamo a questo scarico di responsabilità tra farmacie e Comune e non è giusto che soprattutto gli anziani vengano penalizzati. Prima ogni tanto venivano comunque rifornite le farmacie, ora da almeno dieci giorni è tutto fermo». «Il Comune ha saldato le fatture arretrate », afferma il sindaco di Ardea Luca Di Fiori. « Il servizio riprenderà regolarmente la prossima settimana», giura. «Nessuno ha intenzione nè ha programmato la vendita delle farmacie comunali. È assolutamente infondato quello che si dice in giro». Non è dello stesso avviso il portavoce del Psi di Ardea Franco Lo Reto, alle spalle una lunga carriera da amministratore comunale. «L’obiettivo, chiaro, è quello di deprezzare il valore economico delle farmacie comunali con un costante logoramento dell’immagine lasciandole senza medicinali e prodotti parafarmaceutici», spiega. «Così, mentre le farmacie private lavorano e incassano, quelle comunali languiscono e sono diventate il monumento all’incapacità amministrativa del centrodestra. Questa situazione è uno scandalo che oltre all’indignazione civica chiede ormai l’attenzione della Prefettura della magistratura. Sia di quella ordinaria che della Corte dei Conti». Gli utenti pagano di tasca propria quasi tutti i medicinali poiché quelli gratuiti nel prontuario sono ormai limitati a pochi soggetti e condizioni patologiche. «Questo, in una condizione di buona gestione - incalza Lo Reto - consentirebbe anche alle farmacie comunali di contare su cospicui introiti che permetterebbero una maggiore efficienza e risorse per acquistare le medicine ».
Il Comune non paga. Famarcie senza medicine
Mancano antibiotici e antinfluenzali. I malati costretti ad andare nei presidi privati
